Torino, indagine droga a domicilio partita da un pusher minorenne

Prs

Torino, 3 ott. (askanews) - Avevano creato una rete di pusher poco più che maggiorenni che consegnavano marijuana, hashish e cocaina a domicilio, applicando un sovrapprezzo sulla consegna. Si tratta di un nucleo familiare di Orbassano: padre e figlio rifornivano le piazze di Beinasco, Orbassano e zona Mirafiori a Torino, mentre la madre faceva il palo e si occupava di dividere le quantita' da smistare.

L'indagine è partita nel 2018 da una intuizione dei Carabinieri di Beinasco, che avevano beccato un ragazzino che spacciava ai coetanei davanti al fast food della cittadina dell'hinterland torinese. Da li' il filone di indagine si è allargato, coinvolgendo 300 militari, 4 unità cinofile e tra intercettazioni e pedinamenti ha portato a 22 arresti, 25 denunce e 16 chili di droga sequestrati. C'è ancora un ricercato, l'unico straniero che probabilmente già prima che scattasse il blitz era in Tunisia. Per tutti l'accusa è detenzione ai fini di spaccio in concorso. Le consegne a domicilio si spingevano anche fino a Biella, Cuneo e Verbania. Gli ordini partivano tramite Whatsapp e Facebook, ma nei messaggi si parlava di pantaloni e scarpe che indicavano i diversi tipi di droga.