Torino, Lo Russo: "Con M5S? Parlo con tutti ma non si vince con alchimie"

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"Damilano si batte con le idee e i temi, non con alchimie e astuzie. Nel programma di centrosinistra ci sono diversi temi su cui l'elettorato del Movimento 5 Stelle, ma non solo, può riconoscersi con una minor lontananza rispetto alla destra”. Lo dice a Repubblica Stefano Lo Russo, candidato del centrosinistra che, per conquistare la poltrona da sindaco di Torino, dovrà battere al ballottaggio lo sfidante di centrodestra. Per Lo Russo i temi che possono in comune con i grillini sono l’ambiente, l’innovazione, i giovani, i diritti e la lotta alle disuguaglianze. Al secondo turno ci rivolgiamo a tutti gli elettori dei candidati sindaco che non sono andati al ballottaggio, compresi gli elettori del Movimento 5 Stelle, ma non faremo apparentamenti. Non faremo appelli al voto ai partiti, ci rivolgiamo ai cittadini. Vogliamo sapere da loro cosa pensano della Torino di oggi e vogliamo raccontare a loro il nostro progetto. Vogliamo essere diretti e lasciare perdere le liturgie”.

Lo Russo smentisce l’ipotesi che quello torinese possa considerarsi un modello alternativo a quello di Napoli o Bologna, dove il Pd si è alleato con i 5 Stelle: “Non è questione di modello o di strategia - afferma - Stiamo parlando di elezioni amministrative che hanno, storicamente, un forte connotato locale. Si basano sui progetti e la visione di città. Per questo non bisogna stupirsi che le geometrie, anche delle alleanze, possano cambiare, e possano essere differenti dal livello nazionale a quello locale, e tra i diversi ambiti locali. A Torino abbiamo fatto un percorso, ci siamo confrontati, duramente, e siamo arrivati a decidere con le primarie. Mi sembra che ora, anche per coerenza, si debba andare avanti così. E credo che i bilanci si debbano fare a elezioni terminate, non in corso”.

Nei prossimi otto giorni prima dei ballottaggi, annuncia, “proseguirò con una campagna fatta in strada, nei mercati, con due sedie. Una per chi vuole espormi le sue idee, le critiche e darmi suggerimenti. Alla sedia aggiungerò anche i tour sui tram e i mezzi pubblici per attraversare più volte Torino, da capolinea a capolinea. Sto raccogliendo tanti elementi che mi saranno utili nel governo di Torino. E sono convinto che questo debba essere un metodo da applicare anche in futuro. Sia da parte del sindaco sia degli assessori che nominerò. I social non bastano, il contatto deve essere fisico, reale. Bisogna uscire dai Palazzi. Sedersi in strada”. Quanto all’avversario Damilano, che si è dissociato dal consigliere di circoscrizione di Fdi che ha ringraziato i camerati, conclude: “Mi fa piacere che abbia preso le distanze da questo intollerabile episodio, spero solo si renda conto che parte dei voti che ha preso al primo turno, in assenza di candidati sindaco specifici dell'estrema destra, arrivavano da mondi che con l'estrema destra hanno molto a che fare”.

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