Torino, nel week end le primarie Pd. Corsa a 4 per il candidato sindaco

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Image from askanews web site
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Torino, 12 giu. (askanews) - Il centrosinistra torinese è pronto alla sfida delle primarie per la scelta del candidato sindaco del capoluogo subalpino. Si vota sabato dalle 15 alle 20 e domenica dalle 8 alle 20 per decidere uno dei quattro nomi in gara: i Dem Stefano Lo Russo ed Enzo Lavolta, il civico Francesco Tresso e il radicale Igor Boni. L'auspicio è di raccogliere tra i 30 e i 35mila voti.

"In bocca al lupo al Pd torinese per le primarie che domani si svolgeranno per la scelta del candidato sindaco a Torino. E un grande grazie a tutti i volontari che renderanno possibile questa giornata di partecipazione e di democrazia", ha scritto su twitter il segretario dem Enrico Letta.

Ci sono 40 gazebo, ma si può esprimere la propria preferenza anche online attraverso la piattaforma 'Partecipa', ma solo per chi si è iscritto: quasi 1.200 persone. "Un risultato positivo", dice Mimmo Carretta, segretario metropolitano del Pd, per un'assoluta novità per il Pd, che va incontro alle persone impossibilitate a recarsi fisicamente ai gazebo, che segnala anche "la voglia di partecipare". Meno entusiasti i candidati Lavolta e Tresso, che hanno dovuto raccogliere le firme: "una modalità da affinare" in quanto un po' troppo farraginosa.

Nessuna previsione, sarà tutto in divenire. Certo, "arrivare ai 53mila votanti del 2011, quando c'era l'ex sindaco di Torino Piero Fassino, sarà difficile", dice ad Askanews Saverio Mazza, coordinatore organizzativo del Pd torinese e delle primarie di centrosinistra, ma considerando le firme già raccolte dai singoli candidati l'ottimismo non manca. Soprattutto per le iniziative e i progetti messi in campo per il futuro della città.

L'auspico "è di raggiungere i 30-35mila voti - aggiunge- ma fare una previsione soprattutto in queste primarie distribuite su due giorni è praticamente impossibile". L'ultimo dato di riferimento "riguarda le primarie interne al Pd del 2019 per il segretario nazionale di partito, che hanno visto 22.800 votanti a Torino". Una cifra che fa da cartina di tornasole, perché andare sotto quella soglia solleverebbe non poche preoccupazioni. Gioca anche il fattore meteorologico e il bel tempo previsto per il fine settimana "può, da una parte, portare la gente a gite fuori porta, ma dall'altra rappresenta una nota positiva, considerando che si svolgano all'aperto".

Difficile dunque individuare un favorito. "Le primarie - sottolinea Saverio Mazza - sono sempre state una sorpresa. Sia sul numero di votanti, generalmente nelle previsioni siamo sempre stati al ribasso, per poi avere buone sorprese; sia per quanto riguarda il candidato. Tutto dipende dalla mobilitazione che sono riusciti a creare. Se è vero che le primarie allargano agli elettori e altresì vero che il risultato è determinato da una mobilitazione diretta o indiretta che si è creata intorno ai candidati. C'è poco voto di opinione. E non è detto che particolari endorsement (come Tresso con Claudio Marchisio, ex calciatore della Juventus, ndr.) si trasformino in consenso o voto alle primarie. In sostanza non è un elemento che determina il risultato alle primarie, bensì lo è la mobilitazione". Infatti se il Partito Democratico a Torino "raccoglie tra i 110 e 118mila voti, un candidato si ferma a 30-35mila preferenze sul totale".

Quindi, le primarie vanno a rafforzare la partecipazione democratica, ma come detto dal segretario metropolitano Mimmo Carretta, si tratta di un lavoro di squadra con cui "stiamo dando, tutti insieme, il contribuito per ricostruire una città colorata per evitare che Torino diventi grigia sotto il governo di Fratelli d'Italia e Lega".

Intanto è stato creato un 'Comitato di saggi', personalità di rilievo come Livia Turco, Mercedes Bresso, Giovanni Ferrero, Pietro Marcenaro per lavorare all'unità della coalizione di centrosinistra e intorno al programma del candidato sindaco. "A Roma ha delle funzioni di garanzia - spiega il coordinatore organizzativo, Mazza - per il corretto svolgimento delle primarie, per la consegna candidature, il buon andamento della campagna elettorale: perché pensato sul regolamento di Roma e per le tempistiche romane, lì si vota il 20. A Torino lo riproponiamo con una funzione più politica: una sorta di gruppo di saggi a disposizione dell'unità del centrosinistra intorno al candidato che uscirà vincitore dalle primarie".

Le primarie sono quindi ai nastri di partenza e la macchina si è messa in moto, nonostante le restrizioni per il Covid rendano tutto più complicato, facendo lievitare anche i costi. Innanzitutto le votazioni si svolgeranno su due giorni, anziché concentrare tutto su domenica. Ma c'è la necessità di non creare assembramenti e diluire l'affluenza del pubblico. In campo 400 volontari saranno impegnati ai seggi. Verrà misurata la temperatura, ci saranno i plexiglass divisori, i gel igienizzanti. Insomma, si seguirà tutto il protocollo anti Covid. Anche le matite per il voto saranno costantemente igienizzate.

In ogni seggio sarà presente un responsabile della logistica e della sicurezza per controllare il distanziamento e per far rispettare le regole igienico sanitarie. Personale messo a disposizione da una società esterna. Due i rappresentanti che vigileranno sullo svolgimento delle votazioni e sullo spoglio.

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