Torino, via al Climate social camp dei Fridays for future

Image from askanews web site
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Torino, 25 lug. (askanews) - Prende il via oggi a Torino, per correre fino a venerdì 29, il Climate social camp, il campeggio al parco della Colletta, organizzato da Fridays for future, in concomitanza del secondo meeting europeo, che si terrà al Campus Einaudi dell'Università di Torino.

Cinque giorni di dibattiti, workshop, conferenze, a cui partecipano, oltre Greta Thunberg, 500 attivisti da 55 paesi, per confrontarsi su rivendicazioni e pratiche del movimento e trovare nuove idee per combattere la crisi climatica. Attesi i delegati dei movimenti green provenienti da tutta Europa, anche dall'Uganda, dal Messico e dagli altri Mapa (i paesi più afflitti dal climate change) e ancora dal Sud America, Africa, Asia e Australia. La volontà degli organizzatori è quella di "ascoltare le voci di chi è più colpito dalla crisi climatica, in quelle zone del mondo dove le persone rischiano la vita per difendere il loro territorio", come hanno riferito, presentando l'evento, Luca Sardo e Laura Vallaro, i portavoce del Fff torinese.

Il Climate social camp della Colletta ospita una quindicina di realtà pro-clima in un'area da 8.600 metri quadri che può accogliere fino a un migliaio di persone. Oltre gli incontri, le proiezioni e i dibattiti, venerdì si snoderà per le vie della città un corteo al quale parteciperà anche Greta Thunbeg, che dal parco della Coletta raggiugerà le piazze principali del centro.

Per questioni burocratiche e ritardi nella richiesta dei permessi, i concerti, che avrebbero dovuto tenersi nel parco della Colletta, sono saltati, soprattutto per la difficoltà di garantire la sicurezza necessaria. Alcuni artisti, come gli Eugenio in via di gioia, i Subsonica, la Rappresentante di lista, sono comunque attesi nei talk e in momenti di confronto. In programma dibattiti anche con il direttore dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr Antonello Provenzale, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, il rettore del Politecnico Guido Saracco e il rettore dell'Università degli studi di Torino Stefano Geuna.

Al centro del dibattito con il pubblico i temi su come riuscire ad arrestare la crisi climatica, come fermare le multinazionali dei combustibili fossili, la giustizia ambientale, gli effetti del riscaldamento globale, il grande oleodotto in Africa e le migrazioni climatiche. Sarà occasione anche per parlare del prossimo Sciopero globale per il clima che si terrà il 23 settembre in Egitto in occasione della Cop27.

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