Torna l'allarme sulla Marmolada: un crepaccio è pronto a staccarsi

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AGI - A due settimane dallo slittamento di una porzione di ghiaccio della parte sommitale della Marmolada che ha ucciso 11 persone, le alte temperature di queste giorni continuano a destare allarme sulle Alpi, in particolare sulle Dolomiti. Sempre sulla Marmolada è stato udito un forte boato sulla destra orografica del massiccio e la successiva presenza di un grande crepaccio.

Dalle prime rilevazioni aeree è stato stimato che il crepaccio è largo circa 200 metri e ha uno spessore tra i 25 ed i 35 metri. Secondo quanti riferito da alcuni esperti all'AGI "quel crepaccio con queste temperature anche in quota presto crollerà".

Nel frattempo la formazione del nuovo seracco ha costretto la sospensione di tutte le operazioni di ricerca dei resti delle vittime di domenica 3 luglio. Nello stop sono anche compresi i sorvoli dei droni del Corpo nazionale del Soccorso alpino.

Nella giornata di ieri a 4.554 metri dell'osservatorio Capanna Regina Margherita, rifugio nel gruppo del Monte Rosa la temperatura era di 4,9 gradi (sabato era 3,1) anche se il record resta quello dell'11 settembre 2018 con 8,5. Ai 3.272 della Gran Vaudala nel gruppo del Gran Paradiso domenica la colonnina di mercurio ha fatto segnare 11,5 gradi.

Il Cai: "Evitare escursioni sui ghiacciai"

"Con questo caldo è consigliabile evitare escursioni sui ghiacciai e sulle ferrate esposte al sole. Già quando era normale era pericoloso, adesso con il sentiero che molla, si sprofonda nella neve, e ci sono distacchi della roccia, io non andrei sui ghiacciai". Lo dice all'AGI il presidente altoatesino del Club Alpino Italiano, Carlo Alberto Zanella in merito ad escursioni sui ghiacciai considerando il caldo africano di questi giorni.

Si tratta di un appello anche in considerazione di quanto accaduto domenica 3 luglio sulla Marmolada che a seguito dello slittamento della calotta sommitale del ghiacciaio sono morte 11 persone.

"Con queste temperature attenzione anche agli infarti, la regola numero uno è portarsi tanta acqua - dice Zanella -. So che vogliono modificare la via normale dell'Ortles dove ci sono seracchi sospesi. Molto pericolose anche Gran Zebrù e Cevedale, montagne molto frequentate in questo periodo. Chi proprio vuole andare sul ghiacciaio, partire di notte e rientrare già in mattinata. Le ferrate? Si, quelle possono andare bene ma attenzione ai sassi che sono meno stabili e comunque affrontare quelle non esposte al sole".

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