Torna a Ravenna la Madonna in Trono con Bambino, prestito del Louvre per 700 anni Dante

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Torna a Ravenna dopo circa 160 anni la 'Madonna in Trono con Bambino', prezioso altorilievo in marmo realizzato dal Maestro veneziano-ravennate alla fine del XIII secolo. L'opera, attualmente custodita al Museo del Louvre di Parigi, arriva in prestito a Ravenna per la mostra 'Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell'esilio', a cura di Massimo Medica, in programma presso la Chiesa di San Romualdo di Ravenna dal 24 aprile al 4 luglio prossimi.

La mostra è promossa dal Comune di Ravenna, Assessorato alla cultura e organizzata dal MAR - Museo d’Arte della Città di Ravenna anche grazie al prezioso contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Camera di Commercio di Ravenna e della Regione Emilia- Romagna. La scultura è stata presentata oggi a Ravenna, alla presenza della viceministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Marina Sereni, del sindaco di Ravenna Michele de Pascale, dell’assessora alla cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, dell’arcivescovo della Diocesi di Ravenna e Cervia Mons. Lorenzo Ghizzoni, dell’ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset, del parlamentare europeo Sandro Gozi e del curatore della mostra nonché direttore del Museo Civico Medievale di Bologna Massimo Medica.

Si tratta della scultura che in origine proteggeva il sarcofago del Sommo Poeta e che, per le celebrazioni dantesche nel settecentesimo anno della sua morte, torna a Ravenna grazie anche alla mediazione dell'eurodeputato di Italia Viva Gozi che ha fatto da tramite con il governo francese. "Per la collaborazione con il Louvre mi sento di ringraziare, oltre la direzione del museo, l’onorevole Sandro Gozi e l’ambasciatore Christian Masset, senza la cui generosa mediazione sarebbe stato complicato ottenere un prestito tanto importante in questi tempi difficili", ha detto il sindaco de Pascale.

“La presentazione della scultura della Madonna in Trono con Bambino oggi qui a Ravenna rappresenta un felice esempio di collaborazione sul piano culturale tra Italia e Francia, nell’ambito del 700° anniversario della scomparsa di Dante Alighieri. Una collaborazione internazionale, a dimostrazione di quanto la fama del Sommo Poeta vada ben oltre i confini italiani", ha detto la viceministra Sereni, ricordando le oltre 500 iniziative della Farnesina per celebrare i 700 anni di Dante, "che scandiranno tutto il 2021 e che vedranno all’opera la nostra rete diplomatico-consolare e culturale, in un percorso che ci condurrà fino alla prossima Settimana della Lingua italiana nel mondo, da più di 20 anni il momento culminante delle attività di valorizzazione della nostra lingua all’estero”.

“Il ritorno in città di quest’opera non è solo un grande onore che diventa un simbolo di temporanea restituzione al patrimonio cittadino, ma è anche il risultato del lavoro di relazioni che in questi ultimi anni si sono intensificate fra il Comune di Ravenna, il Museo d’Arte della città e le principali istituzioni culturali europee", ha sottolineato l'assessora alla Cultura, Signorino. Mentre monsignor Ghizzoni ha evidenziato il rapporto tra Dante e l'iconografia della Madonna con Bambino: "La Madonna in trono con il bambino, è una delle immagini a cui Dante si è ispirato nella composizione della Divina Commedia, per esempio nel Canto XXXIII del Paradiso, forse avendo visto il mosaico della Madonna con bambino nella Basilica di S. Apollinare nuovo".

"Salutiamo con viva soddisfazione questo prestigioso prestito da parte del Museo del Louvre di Parigi per una mostra che attraverso quest'opera magnifica rende onore alla profonda amicizia tra Italia e Francia nel nome del sommo poeta italiano, amato e celebrato anche in Francia", ha detto l'ambasciatore Christian Masset parlando della "centralità della cura e della custodia della memoria e delle relazioni di scambio e condivisione", come "valori determinanti".

Sandro Gozi ha parlato di "momento importante non solo per la Città di Ravenna e per la Romagna, ma per l'Italia, la Francia e soprattutto per l'Europa. Aver messo a disposizione della terra in cui sono nato e cresciuto la mia scelta transnazionale e il mio lavoro in Francia e in Europa, aver potuto contribuire per il raggiungimento di questo risultato, è per me motivo di grande orgoglio. Oggi è una vittoria per l'Europa, che dimostra che cultura e solidarietà sono il viatico fondamentale per la rinascita intellettuale, economica e sociale dopo il periodo buio e difficile che stiamo attraversando. La storia e la più recente attualità ci offrono l'occasione di rafforzare ancora di più i rapporti tra Italia e Francia, che possono e devono diventare il motore del futuro dell'Europa che vogliamo. D'altronde tutto nasce proprio con lo stesso Dante: il primo poeta realmente europeo nella cui universalità del pensiero si possono ritrovare i fondamenti, i valori e le radici dell'Europa di oggi".

Dopo la morte avvenuta tra il 13 e il 14 settembre del 1321, a seguito dell’ultima impresa diplomatica svolta per conto del da Polenta di Ravenna a Venezia, Dante, venne sepolto in una piccola cappella addossata al muro del convento di San Francesco a Ravenna, che anticamente era conosciuta come 'La Cappella della Madonna' per via della presenza di una antica immagine mariana identificata dallo studioso Corrado Ricci con quella oggi conservata al Museo del Louvre, proveniente infatti da Ravenna.

A seguito di diverse trasformazioni del sepolcro di Dante e della ricostruzione da parte dell’architetto Camillo Morigia, la Madonna fu del tutto rimossa e si persero le sue tracce fino a quando, verso il 1860, fu acquistata a Ravenna da un collezionista francese il barone Jean-Charles Daviller (Roma, 1823-Parigi, 1883) che nel 1884, la donò al museo del Louvre. Si tratta di un indiscusso capolavoro realizzato in marmo, databile tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, che ritorna per l’occasione nella città di origine, documentando la sua pertinenza alla tradizione bizantina, rivisitata tuttavia secondo una sensibilità già tutta occidentale e gotica. Ancora oggi nel museo Dante di Ravenna si trova un calco in gesso dell’opera, donato alla città nel 1921 dal governo francese, in occasione delle solenni celebrazioni del VI Centenario della morte dell’esule fiorentino. L’altorilievo rappresenta la Vergine assisa in trono elegantemente drappeggiata all’antica, mentre il Bambino, benedicente con la mano destra e raffigurato come autorevole Maestro, tiene il Rotolo delle Sacre Scritture con la sinistra.