Tornano le folle di Friday’s for Future che criticano l'inerzia della politica

Primo sciopero globale per il clima del nuovo anno scolastico. In tutta Europa e non solo studenti, lavoratori e cittadini si sono uniti a Friday’s for Future che in vista del 25 settembre lancia un’Agenda climatica con 5 proposte che andrebbero incluse in ogni programma politico, obiettivo limitare l'aumento delle temperature a 1,5 gradi in questo secolo, un'utopia? Lo slogan della manifestazione è «People non profit», ovvero priorità alle persone e non al profitto. In apparenza sono molti i politici e i partiti italiani che hanno espresso solidarietà nei confronti degli attivisti del clima come Alleanza Verdi, Sinistra Italiana e Unione Popolare, tuttavia chi manovra veramente le leve del potere in tutto il mondo non sembra veramente preoccupato dalla rivoluzione climatica e da un modello economico e di sviluppo assolutamente non più sostenibile dal pianeta.

Le marce in Italia, Germania, Portogallo, Francia

Anche in Italia Friday’s for Future è sceso in piazza in decine di città con cortei alimentati dai tanti disastri climatici dell'estate. A Lisbona centinaia di giovani hanno scandito slogan come "Il clima si sta scaldando e i politici stanno a guardare", o "Non c'è il pianeta B". Siamo alle porte di un crollo della civiltà, avvertono alcuni, a causa della dipendenza dai combustibili fossili. Anche in Francia ci sono state decine di marce e raduni con i giovani animatori dell'iniziativa che percorre tutto il pianeta grazie alla determinazione della giovanissima attivista svedese Greta Thunberg che nel 2018 aveva lanciato il programma di sensibilizazione.

.