Tornano i lockdown per tutti. L'Alta Austria decide, la Sassonia ci pensa

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La mappa dell'Ecdc (Photo: La mappa dell'Ecdc)
La mappa dell'Ecdc (Photo: La mappa dell'Ecdc)

Diversi paesi europei hanno iniziato a reintrodurre delle restrizioni per contrastare il recente aumento dei contagi da coronavirus, che si sta registrando in diverse aree del continente: la curva dei contagi è tornata ad alzarsi soprattutto in Austria, Germania e Belgio, ma non solo. Ecco le restrizioni decise Paese per Paese.

Austria

A causa del drammatico andamento della pandemia covid in Alta Austria e nel Land Salisburgo lunedì prossimo scatterà un lockdown generale per tutta la popolazione, e non solo per i non vaccinati, come era stato deciso in precedenza. L’incidenza settimanale su 100 mila abitanti nel Salisburghese oggi è di 1672 e in Alta Austria di 1557. “Non abbiamo più grandi margini di manovra”, ha detto il governatore dell’Alta Austria Thomas Stelzer. “Il lockdown - ha detto - durerà alcune settimane e si è reso necessario per permettere l’operatività degli ospedali”. A questo punto non è più escluso neanche un lockdown generale nazionale, con un’incidenza di 971.

Sempre da lunedì prossimo i non vaccinati che si recano in Austria dovranno essere in possesso di un tampone molecolare negativo. I test antigenici e i test degli anticorpi non saranno più ammessi. Come comunica l’Euregio Tirolo Alto Adige Trentino su Facebook, sono previste deroghe per i pendolari transfrontalieri (per motivi di lavoro, di scuola, di studio, per motivi familiari o per la visita al coniuge), per i quali continua ad applicarsi la regola del 3G (attestato di vaccinazione/guarigione/test negativo). Tuttavia la validità dei test per i pendolari viene ridotta per i molecolari da 7 giorni a 72, ore e per gli antigenici da 48 a 24 ore.

Nelle ultime 24 ore nel Paese sono stati registrati altri 15.145 casi, con l’incidenza settimanale schizzata a 989 contagi ogni 100mila abitanti.

Germania

La Sassonia è il primo Land tedesco in cui si sta pensando a un lockdown generalizzato per far fronte alla quarta ondata del Covid, che nella regione ha raggiunto un indice settimanale di contagio di 761,4 casi su 100mila abitanti e ha già comportato un sovraccarico delle terapie intensive. Secondo la Bild, ristoranti, hotel e negozi potrebbero chiudere fino al 15 dicembre. “Per combattere gli alti numeri dell’infezione, abbiamo bisogno di un frangiflutti fino al 15 dicembre”, ha affermato al tabloid il presidente del Land Michael Kretschmer.

Intanto nelle ultime 24 ore sono stati registrati 65.371 nuovi casi di coronavirus nel Paese, il dato più alto dall’inizio della pandemia. Lo fa sapere il Robert Koch Institute (Rki), incaricato dal governo di Berlino di monitorare l’andamento della pandemia nel Paese. Ma secondo il presidente Rki, Lothar Wieler, “le stime sono più che fosche. Dietro le 60mila infezioni registrate si nascondono almeno il doppio o il triplo dei numeri”, ha spiegato. “C’è una grande emergenza nel nostro Paese e chi non la vede commette un grave errore”. È aumentato anche il tasso di incidenza a 7 giorni del paese, pari a 336,9, spiega l’Rki. La cancelliera uscente Angela Merkel ha lanciato un ultimo disperato appello agli 80 milioni di abitanti della Repubblica Federale: “Davanti a noi c’è un inverno durissimo. Restiamo uniti e vacciniamoci”.

Slovacchia

Anche la Slovacchia imporrà “un lockdown per i non vaccinati” contro il coronavirus. Lo ha annunciato il primo ministro Eduard Heger in una conferenza stampa trasmessa in diretta tv, riporta il Guardian. Con la nuova stretta, in vigore da lunedì per 3 settimane, solo le persone vaccinate o che hanno avuto il Covid negli ultimi sei mesi potranno entrare in ristoranti, centri commerciali, negozi con beni non essenziali, attività sportive ed eventi pubblici. E scatta anche l’obbligo di testare le persone non vaccinate sul lavoro in tutte le regioni più colpite dall’epidemia.

Belgio

Nuova stretta delle misure anti Covid anche in Belgio dopo un’impennata di contagi: il telelavoro torna obbligatorio per quattro giorni a settimana, da sabato 20 novembre fino al 13 dicembre. Successivamente l’obbligo dovrebbe scendere a tre giorni. Tra le altre precauzioni: la mascherina dovrà essere indossata negli spazi chiusi a partire dai 10 anni, ma non a scuola, dove potranno essere stabilite altre regole. Nei ristoranti sarà previsto il Covid safe ticket plus, ovvero la combinazione del green pass con l’obbligo della mascherina durante gli spostamenti all’interno del locale. Le discoteche, che hanno riaperto i battenti di recente, potranno proseguire la loro attività, ma per l’ingresso il green pass dovrà essere associato a un test Covid fai-da-te, o in alternativa ballare indossando le mascherine.

La mascherina torna obbligatoria anche all’esterno, in occasione di eventi dove è prevista una concentrazione di persone, come ad esempio i mercatini di Natale. “Sono misure di estrema prudenza. Vogliamo prevenire e proteggere piuttosto che chiudere”, ha spiegato il premier belga, Alexander De Croo, indicando che “a causa delle varianti, il virus in circolazione attualmente è tre volte più contagioso di quello dello scorso anno” e che in “una settimana i letti occupati in terapia intensiva sono raddoppiati”. Tra le altre misure indicate, per assicurare una buona ventilazione soprattutto negli ambienti scolastici, anche sistemi per misurare la Co2. “Vediamo un’esplosione dei contagi: il 15 novembre sono state rilevate oltre 19mila infezioni. Occorre essere estremamente vigili. Occorre dare prova di solidarietà. E ci saranno controlli seri”, ha avvertito il ministro della Salute, Frank Vandenbroucke. La terza dose di vaccino sarà disponibile per tutti in Belgio da ora a marzo-aprile.

Olanda

I 12mila contagi di media nell’ultima settimana, rispetto agli 8mila dei sette giorni precedenti, hanno convinto il governo a ripristinare una serie di restrizioni per tre settimane in Olanda. Tra le misure messe in campo la chiusura di bar e ristoranti alle 20 e dei negozi di beni non essenziali alle 18. Via anche i tifosi dagli stadi. Ampliato l’elenco di luoghi in cui è necessario mostrare il green pass.

Portogallo

Anche il Portogallo potrebbe ripristinare alcune restrizioni per frenare la diffusione del Covid, nonostante sia uno dei Paesi più vaccinati al mondo. Lo riporta il Guardian, ricordando che il numero di nuovi casi è aumentato gradualmente nell’ultimo mese, raggiungendo sabato il massimo giornaliero di due mesi di oltre 1.800 contagi. Il tasso di infezione di 14 giorni si è attestato a 156 casi ogni 100.000 persone, circa il doppio rispetto alla vicina Spagna, che ha una quota leggermente inferiore di vaccinati, ma ancora ben al di sotto l’incidenza di oltre 500 in Germania e più di 900 in Olanda.

Il primo ministro Antonio Costa, parlando con i giornalisti, ha detto: “Dobbiamo cercare di agire ora per arrivare al periodo natalizio con meno paura. Più tardi agiamo, maggiori sono i rischi”. Costa ha precisato che le misure saranno applicate solo quando “strettamente necessarie”, per “disturbare il meno possibile la vita delle persone”, e che un ritorno al confinamento è improbabile. Circa l′86% della popolazione portoghese è stata completamente vaccinata. L’uso della mascherina è ancora obbligatorio nei trasporti pubblici, nei centri commerciali e nei grandi raduni. Il green pass è necessario per entrare nei locali notturni e per partecipare a grandi eventi, oltre che per viaggiare.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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