"Da Milano torno in Puglia e accetto il precariato. Mia figlia ha bisogno del mare per respirare bene"

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“Aurora ha bisogno di mare, sole e vitamina D”. Raffaele, pugliese di nascita, viveva già a Milano da tempo quando ascoltò il pediatra della figlia pronunciare questa frase. Nel capoluogo lombardo, da Terlizzi, si era trasferito per lavorare. In Puglia è ritornato, accettando il precariato, per il benessere di Aurora, per vederla respirare bene.

Racconta la sua storia - che “ha solo un ‘mezzo’ lieto fine” - alla pagina Facebook Inchiostro di Puglia, una community che raccoglie i messaggi dei pugliesi sparsi per il mondo. 

“Da quando aveva l’età di 10 mesi abbiamo dovuto accompagnare la bimba al nido, perché si sa, la vita al nord è più cara e anche la mia compagna doveva lavorare. Mentre la mia casa si è trasformata in una farmacia (fortunatamente nulla di grave) ma la mia piccola Principessa stava sempre male. Cicli e cicli di antibiotico ad una bimba così piccola, ma non si poteva fare diversamente. A farmi ‘ribollire il sangue’ il consiglio della pediatria che diceva ‘Aurora ha bisogno di mare, sole e vitamina D’ ed io Pugliese con il mare a due passi che non potevo dare a mia figlia quello di cui aveva bisogno”.

La soluzione si presenta: una multinazionale lo assume a tempo determinato , in Puglia. Il lavoro dura due anni, e Aurora finalmente sta bene. Sembrava tutto perfetto, ma il determinato non si trasforma in indeterminato e ora Raffaele ha un lavoro precario e mal pagato. 

“Ogni mattina mi alzo presto, mi guardo allo specchio e mi chiedo ‘Ma perché non sei a Milano?’. ‘Ma perché non te ne vai di nuovo?’”, scrive il giovane padre nella lettera apparsa sui social, “Poi passo dalla cameretta di mia figlia, mi affaccio e la vedo dormire tranquilla e mi chiedo: ‘Sta bene? Sì, sta bene. Le manca qualcosa? Per fortuna no, più o meno riesco a darle ciò che le serve’. E allora sciam nanz che un’altra giornata abbia inizio”.

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