Tortellini di pollo, Salvini: “Vogliono cancellare la nostra storia”

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La notizia fa discutere tanto gli strenui difensori della tradizione culinaria nostrana quanto i rappresentanti del mondo politico. La presenza dei tortellini di pollo sul menù della festa del patrono di Bologna è stata accolta da Matteo Salvini come un duro attacco alla cultura e alla storia dell’occidente, da difendere dalla deriva proposta dalle gerarchie ecclesiastiche e giustificata dall’accoglienza del diverso.

Salvini contro i tortellini di pollo

Continua il tour del leader della Lega tra i comuni dell’Umbria, in preparazione alle elezioni regionali che si terranno il prossimo 27 ottobre. Proprio dal palco di Attigliano, in provincia di Terni, dove l’ex vicepremier stava tenendo un comizio, Salvini ha commentato duramente la decisione del vescovo Matteo Zuppi di proporre un tortellino un po’ diverso, dove il tradizionale maiale è sostituito da un ripieno a base di pollo. “Per rispetto, il vescovo di Bologna – manco un passante! – ha lanciato i tortellini senza carne di maiale. È come dire, qui in Umbria, il vino rosso senza uva, per rispetto”, ha tuonato Salvini. “Vi rendete conto che stanno cercando di cancellare la nostra storia, la nostra cultura?”.

Negli stessi giorni, l’opinione pubblica si è divisa sul caso di una scuola di Mestre in cui i genitori di alcuni bimbi islamici hanno chiesto che venisse servita carne halal.

I tortellini dell’accoglienza

Così sono stati definiti i tortellini di pollo che verranno serviti a partire da venerdì 4 ottobre, per la festa di San Petronio, patrono delle Due Torri di Bologna. Il vicario generale dell’arcidiocesi bolognese, monsignor Giovanni Silvagni, ha spiegato: “Abbiamo introdotto questa novità per consentire a tutti di consumare uno dei principali simboli della nostra città. Anche a chi, per motivi religiosi o di salute, non può consumare le carni suine”.