Toscana, Alberti: guardia medica notturna deve restare attiva

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Firenze , 28 gen. (askanews) - "La Guardia Medica notturna è un servizio che va incentivato, non abbandonato - dicono gli esponenti della Lega in consiglio regionale - siamo preoccupati da quanto uscito sulla stampa nei giorni scorsi, e quelle che per l'azienda sanitaria regionale possono sembrare rassicurazioni, a noi paiono di più giustificazioni. Ultimamente sono troppe le voci sul depotenziamento dell'assistenza sanitaria notturna, prima per ambulanze e automediche, ora per la Guardia Medica. E ogni volta si fa riferimento a studi e numeri che corroborano queste decisioni per mancanza di chiamate. Eppure, i cittadini si ribellano in massa, quindi vorrà dire che questi servizi servono e sono utilizzati. Non si può demandare tutto ai Pronto soccorso, non sono ambulatori".

"Queste notizie ci fanno capire come siano sempre più necessarie e urgenti le strutture intermedie - spiega il consigliere regionale di Firenze, Jacopo Alberti, membro della commissione sanità - le Case della salute sono in alto mare: dovrebbero essere un filtro per gli ospedali, come i medici di famiglia e la Guardia Medica. Invece di mandare una persona che non sta bene subito al Pronto soccorso, come accadrà se cesserà il servizio notturno di Guardia Medica, bisogna prevenire, e fornire ai pazienti e ai cittadini 'strutture filtro'. Nei pronto soccorso della Toscana ogni giorno ci sono centinaia di accessi impropri, mentre dovrebbero esserci solo pazienti che poi vengono effettivamente ricoverati nei reparti. Così si rischia solo di intasare i pronto soccorso e oberare il personale, già allo stremo. La Guardia Medica notturna non deve assolutamente scomparire, anzi, faremo di tutto affinché sia potenziata e inserita nel contesto delle Case della salute. Inoltre - conclude Alberti - è impensabile addurre come giustificazione della chiusura del servizio notturno la scarsa sicurezza: la Regione deve garantire la sicurezza sul posto di lavoro ai medici e a tutti gli operatori sanitari. Lo diciamo da anni, anche alla luce delle aggressioni che ci sono state ai danni degli operatori, ma non ci hanno mai ascoltati".