Toscana, approvato riordino rete ospedaliera per maxi-emergenze

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Firenze, 17 giu. (askanews) - Via libera al Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza, sulla scorta di quanto accaduto durante l'emergenza Covid-19. Con apposito atto, deliberato nell'ultima seduta di Giunta, su proposta dell'assessore per il diritto alla salute, Stefania Saccardi, stato adottato il piano di potenziamento della rete ospedaliera regionale, con precise finalit: assicurare una migliore risposta alle maxiemergenze, in particolare di tipo epidemico; garantire la disponibilit di posti letto in terapia intensiva e in aree di assistenza ad alta intensit di cure; utilizzare tale disponibilit di posti letto aggiuntivi sia per il ricovero di pazienti con quadro clinico derivante dall'epidemia, sia per le altre tipologie di ricoveri non rimandabili.

Il piano prevede un incremento di 193 posti letto per raggiungere la dotazione prevista di 536 posti letto complessivi di terapia intensiva; l'individuazione di ulteriore possibilit di espansione di posti letto di terapia intensiva in spazi dismessi, riattivabili in caso di emergenza; l'adeguamento di 262 posti letto di degenza ordinaria per consentirne l'utilizzo come posti letto sub intensivi e nel 50% come intensivi.

"In linea con gli indirizzi nazionali e per fare fronte ai bisogni emergenti si reso necessario definire la distribuzione di nuovi posti letto aggiuntivi - spiega Saccardi -. L'epidemia in corso ha comportato una complessiva riorganizzazione dell'offerta assistenziale con l'attivazione di nuovi percorsi, finalizzati alla gestione dei pazienti Covid-19, ma anche investimenti strutturali, impiantistici e tecnologici, un patrimonio di competenze da non disperdere, una riprogrammazione della rete ospedaliera e la messa a punto di un modello di risposta Coronavirus: 2 nuovi casi, 1 decesso, 20 guarigioni. Nel fare questo abbiamo definito le opportune linee di indirizzo e predisposto, in modo strutturato, un piano di ri ordino della rete ospedaliera in emergenza".

"La rimodulazione dell'offerta ospedaliera consente di definire una quota di ospedali della rete come potenziale risposta all'epidemia, ma senza individuare ospedali dedicati - aggiunge Saccardi - riteniamo che questo modello possa consentire una maggiore flessibilit in relazione alle diverse tipologie possibili di eventi catastrofici, integrandosi con la rete dell'emergenza territoriale e le reti tempo dipendenti, in particolare con la rete per il trauma maggiore. In questo modo - conclude Saccardi - all'interno della rete ospedaliera ordinaria, siamo in grado di poter sviluppare una risposta in rete per le maxiemergenze, e definire i possibili apporti che, all'occorrenza, i diversi ospedali possono essere chiamati a offrire".