Toscana, Bugli ha illustrato a Aula programma per sostenibilità

Xfi

Firenze , 28 gen. (askanews) - La programmazione europea 2021-2027 sarà un'opportunità di crescita sociale, economica, di sviluppo sostenibile e di integrazione che insieme ad investimenti su ricerca e innovazione si tradurrà in competitività del sistema produttivo regionale. Il volto della Toscana sostenibile è stato illustrato in Aula dall'assessore Vittorio Bugli e parla di questioni cruciali - tra cui ambiente, demografia, tecnologia - da affrontare tanto a livello globale quanto nel contesto locale. Il quadro strategico tracciato "sarà aperto a due tipi di confronto: di livello nazionale e, in parallelo, sul fronte locale e regionale", ha spiegato l'assessore anticipando una necessaria "condivisione". "Oggi iniziamo il percorso di una strategia complessiva, che sarà poi dettagliata in documenti specifici, e che risponde a cinque obiettivi: Europa più intelligente; Europa più verde; Europa più connessa; Europa più sociale; Europa più vicina ai cittadini".

Nello specifico è stato ricordato che affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici con "azioni di mitigazione, adattamento e contrasto anche dell'impatto delle nostre azioni" sono urgenze non più rinviabili. La Toscana intende dare "sempre più centralità al principio dell'economia circolare" e ha intanto già fatto molto approvando una legge specifica, prevedendo indicazioni nel Piano regionale di Sviluppo e in quello dei rifiuti, inserendo protocolli nel settore del cuoio e per le cave, ha ricordato Bugli.

In tema di tecnologia e crescita demografica, la Toscana ha "mantenuto un livello di benessere significativo. Disoccupazione e disuguaglianza sono state meno gravi rispetto al resto del Paese", ma nel futuro l'obiettivo dovrà essere il "rilancio della crescita per superare le fratture e per costruire un modello di sviluppo sostenibile, innovativo, inclusivo, coeso e dotato di una robusta dimensione sociale". In questa ottica l'assessore ha anticipato l'intenzione di orientare i nuovi Piani operativi regionali verso criteri sostenibili e, in particolare, legando la possibilità di accesso ai fondi della politica di coesione "solo per chi avrà effettuato un percorso di riduzione delle emissioni di Co2 negli ultimi anni".