Toscana, Consiglio dà ok a nuova normativa produttori vino

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Firenze, 4 dic. (askanews) - Una disciplina più organica e completa per gli operatori toscani del comparto vitivinicolo, declinata sui principi statali e che valorizza l'identità toscana, dando forza ai territori. E' questo l'indirizzo della legge sull'enoturismo, che è stata approvata, con voto favorevole all'unanimità, questa mattina in Consiglio regionale. Come ha spiegato il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Gianni Anselmi (Pd), che ha illustrato l'atto in aula, la legge regionale di modifica si è resa necessaria per adeguarsi alle novità della normativa statale in materia di enoturismo. Sono disciplinate, ha ricordato Anselmi, "tutte le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell'ambito delle cantine e dei vigneti". La legge stabilisce le modalità di avvio dell'impresa, chi sono i soggetti che possono fare enoturismo, i requisiti degli operatori e i requisiti e gli standard minimi di esercizio. E' costituito anche un albo degli operatori, mentre il compito di effettuare controlli e applicare sanzioni viene demandato alla Regione. Si prevede, ad esempio, che oltre all'imprenditore agricolo singolo o associato che svolge attività di vitivinicoltura, possano avviare l'attività anche i comitati di gestione delle Strade del vino, le cantine sociali cooperative e i loro consorzi e i Consorzi di tutela dei vini a denominazione e indicazione geografica. Tra i requisiti e gli standard minimi di qualità per svolgere le attività di enoturismo, si chiede un'apertura annuale di un minimo di tre giorni a settimana; strumenti per la prenotazione delle visite; materiale informativo sull'azienda e sui suoi prodotti, stampato in almeno tre lingue; ambienti dedicati all'accoglienza; attività di degustazione del vino all'interno delle cantine e delle aziende agricole. "Si tratta di un settore di assoluta rilevanza in Toscana - ha detto Anselmi - , che con il Piemonte condivide il primato italiano dell'enoturismo, non solo dal punto di vista economico, ma anche perché contribuisce al livello di qualità con cui i nostri territori vengono percepiti".