Toscana, Consiglio: superare il gender pay gap contro donne

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Firenze, 23 ott. (askanews) - Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una proposta di risoluzione, prima firmataria Elisabetta Meucci (Pd) e sottoscritta da tutti i consiglieri, che invita la Giunta ad "attivarsi nei confronti del Governo e del Parlamento per chiedere" il superamento del divario retributivo di genere (il cosiddetto 'gender pay gap'), e "il rafforzamento di tutte quelle politiche volte a favorire l'uguaglianza di genere", a partire dall'assistenza all'infanzia fino alla parità salariale.

Illustrando l'atto, la consigliera Meucci ha sottolineato che "è particolarmente significativa l'adesione dei tutti i consiglieri" e che la risoluzione muove dal fatto che "i fattori di svantaggio a danno delle donne, non solo in campo economico, persistono nonostante i passi avanti registrati negli ultimi anni". Per superare quello che a livello internazionale viene definito 'gender pay gap', la Giunta, ha spiegato la consigliera, "dovrà porre in essere, secondo le proprie competenze, ogni azione utile a ridurre il divario retributivo in Toscana, convocando anche un tavolo con i rappresentanti delle associazioni sindacali e datoriali di categoria, le associazioni più rappresentative che promuovono la parità di genere, eventuali rappresentanze del mondo accademico, con l'opportuno coinvolgimento della commissione regionale Pari Opportunità (Crpo). L'obiettivo è chiaro: definire un'agenda di azioni condivise, per incidere sulla eliminazione dei divari di genere a livello di retribuzione e di partecipazione attiva al mercato del lavoro".

Il consigliere Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) ha sottolineato che "il divario retributivo tra donne e uomini, complice la crisi economica, è costantemente salito, andando di pari passo con l'aumentare del divario della ricchezza, che ha reso i ricchi più ricchi e i poveri più poveri". A contribuire al gap tra donne e uomini, inoltre, "pesa l'indebolimento dei servizi di welfare, così come la flessibilità e la precarietà del lavoro, le cui conseguenze ricadono maggiormente sulle donne". Tra i temi su cui prestare attenzione e prevedere interventi mirati "anche la difficoltà che le donne trovano a reinserirsi nel mercato del lavoro dopo la gravidanza e i fenomeni del mobbing".