Toscana, Consiglio: trovare una soluzione per Continental Pisa

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Firenze, 9 ott. (askanews) - Le prospettive produttive dei due stabilimenti della Continental in Toscana, a Fauglia e San Piero a Grado, sono al centro di quattro mozioni approvate all'unanimità dall'assemblea regionale, che vincolano al Giunta regionale ad attivarsi fin da subito sia a livello regionale che nazionale.

Al centro le vicende della multinazionale tedesca che si occupa di componentistica per auto e autocarri, presente in Toscana con i due stabilimenti in provincia di Pisa e alle prese con le trasformazioni del settore auto, sempre più orientato a una progressiva sostituzione dei motori diesel e benzina con quelli elettrici.

Continental ha in previsione di dismettere la produzione di iniettori per motori a benzina tra il 2023 e il 2028 e per quanto riguarda gli stabilimenti in Toscana, questa ristrutturazione causerà la perdita di 500 posti di lavoro sui 940 dipendenti complessivi, con i rimanenti 440 che saranno trasferiti in aree funzionali simili. A questi ultimi si devono aggiungere i circa 250 lavoratori interinali, nonché l'indotto generato dalla presenza degli stabilimenti nell'area pisana.

La mozione presentata dal gruppo Pd, prima firmataria Alessandra Nardini, e sottoscritta da Antonio Mazzeo, Andrea Pieroni, Francesco Gazzetti e Gianni Anselmi, impegna l'esecutivo di Enrico Rossi ad attivarsi nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per inserire la situazione Continental all'interno del costituendo tavolo di crisi nazionale sul settore auto. Nel contempo, la Giunta deve convocare quanto prima un tavolo con azienda, sindacati e istituzioni locali sulle reali prospettive aziendali dei due stabilimenti toscani, specializzati in componentistica per motori a benzina e ad alto tasso di occupazione. Il governo toscano deve attivarsi per tutelare i lavoratori - tutti, sia i dipendenti che interinali - sollecitando governo e parlamento per un possibile intervento della normativa di settore, a partire da quando disciplinato dal decreto dignità.