Toscana, cooperative di comunità: gli esempi di Zeri e Pontremoli

red/Rus

Roma, 27 lug. (askanews) - "Piedi piantati a terra ... ma la testa nel mondo". Il motto della cooperativa"Valli di Ziri" a Piagna di Rossano nel comune di Zeri è forse la migliore sintesi di quello che le cooperative di comunità sono o possono diventare: comunità di gente legata al territorio, decisa a rimanere a vivere lì in quei borghi o aree oggi marginali, pronta a fare squadra a difesa anche delle tradizioni e delle antiche economie locali, ma con l'intelligenza di non rinchiudersi in se stessi e guardare invece oltre i confini del proprio paese, connessi al resto del mondo con la testa e sfruttando anche l'opportunità offerte da internet e dalle nuove tecnologie.

"Valli di Ziri" è una delle venticinque cooperative di comunità, in ventitré comuni diversi, che la Regione Toscana lo scorso dicembre ha deciso di finanziare con un milione e duecentomila euro. Una delle ultime due tappe, in ordine di tempo, del viaggio per conoscerle da vicino una dopo l'altra, che l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli ha iniziato qualche mese fa. E venerdì 26 luglio è stata appunto la volta della cooperativa di "Valli di Ziri", seguita al pomeriggio dalla Guinadese a Guinadi, frazione di Pontremoli. Una doppia tappa tutta lunigianese, in provincia di Massa-Carrara.

"Lo scopo che ci siamo prefissi finanziando e incentivando queste cooperative è chiaro - spiega Bugli - Vogliamo arrestare lo spopolamento di queste aree, vogliamo invertire anche il trend di impoverimento delle economie di queste aree oggi marginali. Lo vogliamo soprattutto fare con la collaborazione, le idee e l'entusiasmo di chi ci vive: strumento nuovo dunque ma metodo antico, che appartiene alla tradizione della nostra regione". "Il viaggio fatto - aggiunge - ha corrisposto alle attese ed è stato coinvolgente. Chi ha scelto di rimanere in questi luoghi o chi non ci è nato ma ha scelto di viverci ha fatto una scelta forte. Ognuno ha la sensazione di poter fare qualcosa di utile e decisivo per queste comunità che si sono ricostituite, qualcosa che nelle città più grandi si è perso, e questo amplifica l'entusiasmo, dando vita ad esempi di economia collaborativa". "Ma anche di solidarietà sociale - aggiunge il consigliere regionale Giacomo Bugliani, pure lui presente nei due paesi venerdì alla presentazione dei rispettivi progetti - Un modo per far crescere il senso di comunità in un'epoca in cui l'individualismo rischia di prendere il sopravvento". "Queste due cooperative - prosegue Bugliani - costituiscono una grande opportunità per la nostra provincia, soprattutto per quei territori che hanno bisogno di attenzione e di volani per lo sviluppo economico: un'occasione, attraverso due belle realtà, per provare a dare opportunità di occupazione per le generazioni future".(Segue)