Toscana, da 7 gennaio senso unico alternato su Cassia crollata

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Firenze, 23 dic. (askanews) - Riunione a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Giunta regionale, per fare il punto sulla statale Cassia franata. Convocata dal presidente della Toscana Enrico Rossi, c'erano i sindaci di Radicofani, San Casciano dei Bagni, Castiglione d'Orcia, Abbadia San Salvatore e Pian Castagnaio. C'era il sindaco di Montalcino, presidente della Provincia di Siena, e il consigliere regionale Bezzini. C'erano l'Anas, i tecnici della Regione e in collegamento video quelli di Genio Civile e Consorzio Val di Paglia.

E la prima notizia è che la strada statale, franata sabato nel tratto tra Abbadia San Salvatore e Radicofani per l'azione di erosione del torrente Paglia che corre di fianco, sarà riaperta, salvo complicazioni e imprevisti, dal 7 gennaio: almeno a senso unico alternato, ma percorribile anche dai mezzi pesanti. Questo è l'impegno che si è presa Anas, già al lavoro con i propri mezzi per creare un doppio strato di massi ciclopici tenuti insieme da calcestruzzo su cui ricreare poi la pavimentazione. La spesa stimata è di 170 mila euro, a cui se ne aggiungono altri 30 mila che saranno utilizzati per interventi lungo tratti non ancora franati ma già pericolosamente erosi.

Al lavoro da domani anche Genio Civile e Consorzio Val di Paglia, il consorzio idraulico della regione Lazio competente per quel tratto di torrente. "Abbiamo chiesto che lungo il corso d'acqua sia realizzato un sopralluogo - spiega Rossi - per la compilazione puntuale di un elenco di somme urgenze ma anche di interventi per l'eliminazione del rischio residuo". Per i primi, annota il presidente, i cantieri si apriranno all'inizio dell'anno; gli altri potrebbero essere messi in campo nel giro di quattro o cinque mesi.

Le frane di questi giorni interessano strade statali (o provinciali). "Ma come Regione, chiamata a coordinare gli interventi di Protezione Civile, non vogliamo che sindaci e Province restino soli. Mi appello al Governo e al primo ministro - dice Rossi -per chiedere attenzione, il riconoscimento di qualche finanziamento e un'altra volta, purtroppo, la dichiarazione di stato di emergenza". "Poi, se l'entità degli interventi da mettere in campo sarà rilevante - prosegue - non ci sottrarremo da stanziare anche risorse regionali".