Toscana, Giani replica alle accuse di "sessismo"

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"Non accetto lezioni da un partito fondato sul culto del maschio forte al comando che svilisce i propri candidati utilizzandoli per fini che non hanno niente a che vedere con i temi politici e amministrativi che interessano la Toscana". Così il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, replica alle accuse di "sessismo" da parte della coalizione di centrodestra dopo aver definito l'europarlamentare Susanna Ceccardi "al guinzaglio di Matteo Salvini". 

"Per tradizione, cultura e per vissuto, da sempre in questa terra i diritti delle donne li difendiamo, come primo obiettivo, la coalizione che ho l'onore di rappresentare ed io stesso guardando a quel sistema di valori che mi appartiene - sostiene Giani - Non intendo prestare il fianco alle polemiche di chi abbiamo sentito anteporre i diritti dei chihuahua a quelli delle persone e a quella dirigenza che paragonava le più stimabili colleghe di coalizione a bambole gonfiabili e che si lasciava andare, contro alcune di loro, a offese irripetibili e di basso livello. In tutta franchezza, l'immagine che stanno cercando di fare passare è l'esatto contrario della realtà". 

"Sono centrali nei miei programmi i diritti delle donne, le politiche di genere, la creazione di una società che superi ogni pregiudizio, temi fondamentali per tutta la mia coalizione - spiega Giani - Noi decidiamo insieme, avendo ben presente quanto lo sguardo femminile sia necessario per costruire una società migliore e quante volte, noi uomini, ne abbiamo sottovalutato l'importanza". 

Conclude Giani: "Nel programma, con molta chiarezza, la parità di genere si articola in tutti gli aspetti, come presenza nelle istituzioni, come sostanza dei contenuti politici e amministrativi, come orizzonte di un progetto per il futuro che veda la donna sempre protagonista".