Toscana, Giunta approva modifiche legge regionale caccia

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Firenze , 23 dic. (askanews) - Approvate dalla Giunta regionale le proposte di mondifica alla lr 3/94 sulla caccia, pensate per riorganizzare il sistema a seguito dell'esperienza maturata dalla Regione e delle criticità emerse nell'ambito della recente Conferenza regionale sulla caccia.

"Semplicità, concertazione, autonomia. Questi sono i principi su cui si è mossa la nostra azione di revisione della leggere regionale 3/94 - a dirlo l'assessore regionale alla caccia Marco Remaschi, che ha presentato alla Giunta le modifiche al testo di legge - La Regione Toscana è divenuta competente sulle politiche per la caccia nel 2016, con la revisione dei livelli istituzionali che ha tolto funzioni alla Province. In questi primi anni di esperienza abbiamo potuto conoscere meglio la situazione, fronteggiando le emergenze, prima tra tutte quella degli ungualti, e verificando l'efficienza dei meccanismi. Adesso, a seguito anche della recente Conferenza regionale che ha rappresentanto un'essenziale momento di approfondimento e confronto, abbiamo messo mano alla legge regioanle, proponendo alcune modifiche che mirano a semplificare il sistema, garantire la concertazione con i vari soggetti coinvolti, aumentare l'autonomia della ge stione territoriale portata avanti dagli ATC- Ambiti Territoriali di Caccia".

"Le modifiche apportate - prosegue Remaschi - seguono un serrato confronto con le organizzazioni professionali agricole e le associazioni venatorie e rappresentano il primo risultato del tavolo di lavoro relativo alla revisione normativa di settore, costituito da Regione e rappresentanze del mondo agricolo e venatorio".

Tra le principali modifiche che saranno apportate si trovano la possibilità per la Regione di avvalersi di soggetti terzi per l'espletamento di alcune funzioni, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza ed ottimizzare le risorse; l'obbligo per gli Ambito di adeguarsi al Codice degli appalti; l'istituzione di un fondo di rotazione regionale per garantire la coninuità operativa degli ambiti anche in caso di difficoltà finanziarie dovuta a cause di carattere eccezionale; la nascita di un comitato scientifico composto da esperti per valutare la 'consistenza faunistica' delle diverse specie presenti sul territorio regionale ed assicurare una corretta gestione dell'equilibrio faunistico .

(segue)