Toscana, Gondalone d'argento alla Legione Carabinieri regionale

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Firenze, 24 lug. (askanews) - Cerimonia sobria e intensa, come tradizione, per il conferimento dei Gonfaloni d'Argento alla Legione Carabinieri Toscana, nel 160° anniversario della costituzione, e alla memoria di Vittorio Tassi e Renato Magi, caduti a Radicofani (Siena).

È quanto è accaduto oggi, mercoledì 24 luglio, in sala Gonfalone di palazzo del Pegaso, dove il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha insignito del riconoscimento il Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale di Brigata Massimo Masciulli, alla presenza del sindaco di Radicofani, Francesco Fabbrizzi, dei consiglieri regionali di Siena Simone Bezzini e Stefano Scaramelli, e delle massime autorità locali. Presente tra gli altri anche il militare Giuseppe Giangrande, Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana insignito di Medaglia d'oro al valor civile e Medaglia d'oro al merito della Croce Rossa Italiana. "Buon compleanno alla Legione dei Carabinieri della Toscana, nel 160° anniversario", ha esordito il presidente Giani, ricordando che "nella nostra regione Leopoldo II nel 1859, prima dell'Unità d'Italia, diede mandato di insediare il primo presidio di gendarmeria in via dei Pilastri, dove oggi c'è la Caserma Tassi". "L'Arma è coessenziale all'identità del popolo italiano - ha continuato il presidente - nel suo svolgere funzioni di difesa esterna, ma anche di ordine interno; in ogni comunità i punti di riferimento sono tre: il sindaco, il parroco e il maresciallo dei Carabinieri, pronto a garantire il rispetto delle leggi, ma anche a incardinare l'umanità dei rapporti". "La Toscana, con il Gonfalone d'Argento, vuol dire grazie all'Arma e a chi, come Vittorio Tassi e Renato Magi, si immolarono per salvare altre vite", ha sottolineato il presidente Giani, salutando con affetto i familiari presenti e non mancando di rivolgersi ad un eroe del nostro tempo, il generale Giangrande, "uomo simbolo dello spirito di sacrificio che trascende l'immagine limpida del carabiniere", che nell'occasione era accompagnato dalla figlia Martina.