Toscana, l'infermiere di famiglia al Festival della Salute

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Firenze, 20 nov. (askanews) - Gli infermieri di famiglia e comunità come educatori nella fragilità e cronicità. A parlarne è stata Paola Obbia del SSD Consultorio Familiare dell'ASL CN1, Università di Torino e membro dell'AIFeC (Associazione degli Infermieri di Famiglia e di Comunità), in occasione del Festival della Salute, alle Terme Tettuccio di Montecatini Terme. L'incontro è stato promosso dall'Ordine delle professioni infermieristiche interprovinciale Firenze-Pistoia.

"L'infermiere è un attore cardine delle cure primarie che lavora in sinergia con i medici, i servizi sociali, e con le aziende sanitarie di riferimento - commenta Paola Obbia -. È importante non solo che i cittadini abbiano il medico di riferimento, ma anche l'infermiere di famiglia e di comunità adeguatamente formato". E' necessario "un modus operandi che sia funzionale alla complessità delle sfide di salute della nostra società che vedono l'aumento delle malattie croniche in tutte le fasce d'età, non solo negli anziani. Si passa così da una logica quasi esclusivamente prestazionalistica e reattiva a una di presa in carico proattiva, leggera e anticipata, coinvolgendo tutte le risorse del territorio e attivando".

"Un invito a lavorare in tal senso - osserva Obbia - arriva dal Piano Nazionale Cronicità. In Piemonte la sua adozione nel Piano Regionale Cronicità e poi nei Piani Locali Cronicità, ha visto un intenso lavoro di coinvolgimento dei Distretti Sanitari".

"Nell'ASL CN, già sede del progetto europeo CoNSENSo che ha sperimentato l'operatività degli infermieri di famiglia e di comunità con formazione avanzata, sono stati aperti gli ambulatori della salute a gestione infermieristica per favorire la prevenzione. Gli infermieri, formati con il programma dell'Università di Stanford suggerito dal Piano Nazionale Cronicità, organizzano in modo strutturato corsi della durata di sei settimane, con incontri a cadenza settimanale, per gruppi di circa dodici persone, con sessioni molto interattive e partecipative. Il programma è rivolto alle persone con malattie croniche e ai loro familiari", conclude OBbia.