Toscana, Marchetti: investimenti giù del 40%, male partecipate

Xfi

Firenze, 30 lug. (askanews) - «Investimenti giù del 40%, partecipate in perdita, Fidi Toscana in deficit permanente e il 63% del disavanzo regionale imputabile alla sanità: non trovo appigli per esprimere un qualche giudizio positivo sul rendiconto per l'anno finanziario 2018»: questo in sostanza il contenuto dell'intervento con cui il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti ha commentato in aula la proposta di legge 369, Rendiconto generale per l'anno finanziario 2018. «A differenza dello scorso anno in cui l'avevo solo letta - ha argomentato Marchetti - quest'anno ho anche voluto assistere direttamente alla relazione di parifica della Corte dei conti. Poi ascolto il dibattito in quest'aula e devo prendere atto della differenza dei punti di vista e delle valutazioni a seconda delle convenienze, o anche rispetto ai governi in carica a parità di eventi. Eppure i dati parlano chiaro. Alcuni mi sono rimasti più addosso di altri, e penso in particolare al dato negativo sugli investimenti per il 40% che è un segnale importante». «Qui - ha ricordato Marchetti - ci viene segnalato che il disavanzo effettivo della Regione Toscana è da alta classifica in negativo. Il trend deficitario è definito come strutturale, e nulla si fa per rimuovere le cause che lo rendono tale. Ce le portiamo dietro. Penso alla situazione delle partecipazioni, 27 dirette e 50 indirette, tra cui anche la magistratura contabile ha richiamato l'interporto Vespucci o, ad esempio, le Terme di Montecatini. A questo proposito debbo registrare che ieri, secondo quanto annunciato dalla giunta, si sarebbe dovuta tenere l'assemblea dei soci con approvazione del bilancio 2018; non mi risulta sia successo alcunché. Auspico che la meditazione dei revisori abbia una profondità tale da rendere onore all'attesa, altrimenti significherebbe che gli stessi nei numeri delle Terme stanno affogando. Vedremo. Fidi Toscana? Io pur riconoscendone il ruolo, non posso non tener conto che dal 2012 al 2018 l'organismo ha sprigionato perdite di bilancio per 49 milioni di euro. Contesto poi - ha proseguito Marchetti - l'uso così disinvolto delle consulenze esterne, quanto meno poco opportuno dato che siamo pieni di esperti e tecnici, così come poco opportuno appare l'aumento delle indennità a chi riporta risultati finanziari men che modesti».