Toscana, Marchetti: manca ancora Piano faunistico venatorio

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Firenze, 29 lug. (askanews) - «Economie rurali, zootecnia, caccia e fauna selvatica vanno considerati come insieme complesso in cui tutto si tiene. Trovare un punto d'equilibrio spetta alla Regione, ma ancora siamo in attesa di un Piano faunistico venatorio che regoli la materia. Intanto interi raccolti sono compromessi dagli ungulati, cinghiali in testa, coi cacciatori che vorrebbero poter portare maggiore e miglior contributo ma non vengono messi in condizione e via lamentando. Che pensa di fare la Regione, parole a parte?» Questa la sostanza dell'interrogazione appena presentata dal Capogruppo di Forza Italia nell'Assemblea toscana Maurizio Marchetti che alla giunta toscana chiede risposta scritta a una serie di quesiti. «Chiedo i dati, innanzitutto - spiega Marchetti - perché avere il panorama dettagliato delle cose è sempre un buon presupposto su cui ragionare. Chiedo quindi dal 2015 in qua quante segnalazioni di danno da fauna selvatica, a prescindere dagli indennizzi, siano annualmente arrivate provincia per provincia. E poi voglio sapere a che punto sia la definizione del Piano faunistico venatorio regionale, Pfvr, su cui la Toscana è indietro e si vede. Amerei poter dire che questa faccenda degli ungulati è sfuggita di mano - incalza il Capogruppo azzurro - ma la verità è che in mano non c'è mai stata. E' mancata la gestione complessiva, è mancata la visione d'insieme di un sistema, quello selvicolo e rurale, che vede primattori allo stesso livello gli agricoltori, gli allevatori, i cacciatori… serve una politica integrata e di sistema. Fin qui da parte del Pd e della sinistra è mancata, e oggi si piangono i risultati».