Toscana, Nardini: produzione di olio crolla, Regione intervenga

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Firenze, 17 dic. (askanews) - "Nel 2019 in Toscana la produzione di olio, rispetto al 2018, si è pressoché dimezzata. Nel pisano la crisi colpisce un po' tutta la provincia. Ci sono zone delicate e peculiari che soffrono maggiormente come il Monte Pisano dove l'olivicoltura è estensiva e connessa molto al territorio e dove l'indotto, legato esclusivamente ai produttori locali come frantoi sociali, ne risulta molto compromesso rispetto a realtà private. Le cause che hanno portato a un dimezzamento della produzione sono le condizioni metereologiche calamitose, foriere di parassiti come la mosca olaearia e il calo delle quotazioni dell'olio. Lo scorso 4 dicembre i produttori hanno incontrato il Ministero dell'Agricoltura per chiedere lo stato di crisi, misure a sostegno della liquidità di aziende, e lo stanziamento di cinque milioni di euro così come previsto nel pacchetto ministeriale destinato alle emergenze. È fondamentale che anche la Regione continui, così come ha fatto finora, a difendere il settore supportando le richieste fatte dai produttori al Governo con l'obiettivo di ottenere interventi straordinari volti a favorire la liquidità delle aziende produttrici e dei frantoi". È quanto chiede alla Giunta regionale Alessandra Nardini consigliera regionale Pd con la mozione "In merito alla richiesta di stato di crisi del settore olivicolo".

"La produzione di olio in Toscana interessa circa 92.00 ettari, 15 milioni di piante,50 mila aziende agricole, 400 frantoi dà in media 170/180 quintali di olio all'anno; una produzione che va dalle province di Firenze, Siena ed Arezzo, agli oliveti del Monte Pisano, alla Versilia e fino alla Maremma - continua Nardini - Per il nostro territorio e per tutta la Toscana il lavoro degli olivicoltori ha da sempre un ruolo di primo piano a livello nazionale: per le qualità organolettiche difficilmente paragonabili, e per la preziosissima cura del territorio che portano avanti, poiché la manutenzione dei monti e delle colline olivetate favorisce la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico. È necessario scongiurare con ogni mezzo una crisi profonda del settore che avrebbe conseguenze sia occupazionali che ambientali drammatiche".