Toscana, nuova legge regionale per favorire il "chilometro zero"

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Firenze, 26 nov. (askanews) - Promuovere il consumo di prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura, alimentari toscani a chilometro zero e provenienti da filiera corta, nell'ambito dei servizi di refezione scolastica nei nidi e nelle scuole d'infanzia, nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Questo l'obiettivo della proposta di legge, licenziata all'unanimità, questa mattina, in commissione Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione e formazione, presieduta da Gianni Anselmi (Pd). Nell'atto si autorizza la spesa di 500mila euro per ciascun anno 2020 e 2021.

Il mercato a "chilometro zero", a differenza dei mercati legati alla grande distribuzione, spesso causa anche di grande spreco e grandi costi, ha vari aspetti positivi come l'abbattimento di inquinamento e spreco attraverso l'uso dei carburanti e delle emissioni che ne derivano limitati al minimo grazie ai ridotti spostamenti, una migliore qualità perché i prodotti locali sono sempre più freschi; il legame con il territorio e la tradizione grazie alla conoscenza dei prodotti locali stagionali e l'abbattimento dei costi soprattutto di spedizione e di trasporto.

A margine della seduta il presidente Anselmi ha sottolineato come con questa proposta di legge la "Regione Toscana, incentivando un maggiore consumo di prodotti agricoli e alimentari del territorio, voglia elevare il livello qualitativo dei pasti e far meglio comprendere le proprietà organolettiche degli alimenti usati nella refezione scolastica". "Si mira - conclude il presidente - a una corretta educazione alimentare, alla cultura del cibo e delle tradizioni alimentari toscane".

Nella legge si prevede il finanziamento da parte della Giunta di progetti pilota predisposti dai Comuni o dal soggetto erogante il servizio di mensa scolastica, previo esperimento di una procedura di evidenza pubblica a partire dal 2020. Il progetto pilota deve prevedere l'utilizzo, nella preparazione dei pasti, di almeno il 50 per cento dei prodotti a chilometro zero, certificati e non certificati, e almeno un'iniziativa di informazione e sensibilizzazione dei fruitori della refezione scolastica.