Toscana, Piano cave: 50% filiera marmo rimarrà sul territorio

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Firenze, 31 lug. (askanews) - Almeno il 50 per cento della filiera del marmo deve rimanere sul territorio, i blocchi di marmo da taglio saranno lavorati in loco. Questo l'obiettivo della proposta di legge approdata in Consiglio regionale stamattina, che modifica la legge regionale 25 marzo 2015, n. 35. A illustrare il provvedimento all'aula è stato il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Gianni Anselmi (Pd), il quale ha ricordato che le modifiche si sono rese necessarie in seguito all'intervento della Corte Costituzione che (con la sentenza n. 228 del 20 settembre 2016) ne ha dichiarato l'illegittimità, per la parte in cui qualifica la natura giuridica di beni estimati. La Corte ha infatti stabilito che la loro disciplina è di competenza statale. "Con un lungo lavoro -ha spiegato Anselmi -abbiamo cercato di porre rimedio alla questione, perché questi beni, spesso contigui o inseriti in siti estrattivi, necessitano di un approccio unitario, e dunque abbiamo messo in campo alcuni strumenti di governo. Ma siamo andati oltre, con un confronto serrato con gli addetti ai lavori, in modo da affrontare e rivedere tutta una serie di temi della vecchia normativa regionale".

Tra le novità del nuovo provvedimento spicca quella che l'impegno alla lavorazione di almeno il 50 per cento del materiale da taglio nel sistema produttivo locale.

Sulla durata delle autorizzazioni per le concessioni si provvede a individuare nell'ente competente al rilascio dell'autorizzazione, ovvero il Comune, il soggetto deputato all'eventuale proroga, che passa da due a tre anni. Sulle varianti all'autorizzazione, ha spiegato ancora Anselmi, si specificano i casi nei quali si procede con nuove nel caso in cui venga modificato l'assetto definitivo del sito, si introduce l'estensione superiore all'1,5 per cento della superficie del sito estrattivo e si toglie il riferimento alle aree vincolate. Introdotto, inoltre, un sistema di governance delle cave misto per quei siti in cui sono presenti soggetti pubblici e privati. Se la maggior parte è in mano al privato è possibile procedere all'affidamento diretto; se la maggior parte è pubblica si prevedono consorzi obbligatori tra le imprese. E si prevede, infine, l'acquisizione da parte del Comune in caso di inerzia dei privati, previo indennizzo.

Sono state anche introdotte premialità per "l'impegno allo sviluppo di un progetto di interesse generale per il territorio, che attraverso nuovi investimenti sia in grado di generare un impatto positivo sull'occupazione, sull'ambiente e sulle infrastrutture". Infine, è prevista la costituzione di un nucleo tecnico di valutazione, formato da tecnici regionali ed esperti esterni, per fornire un parere preventivo e non vincolante ai Comuni, e nasce il Comitato di distretto Apuo-versiliese con l'obiettivo di promuovere l'attività, la ricerca e la valorizzazione del materiale lapideo estratto.