Toscana, Piano cave: 50% filiera marmo rimarrà sul ... -2-

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Firenze, 31 lug. (askanews) - Le nuove disposizioni in materia di concessioni, estrazioni e lavorazione delle cave passano a maggioranza. Il Consiglio regionale approva le modifiche alla legge 35/2015 e vara indirizzi per "l'uso civile della risorsa", sintetizza l'assessore Vincenzo Ceccarelli. L'aula si esprime a maggioranza con 22 voti a favore (Pd e gruppo misto-Art.1/Mdp), 4 astensioni (Movimento 5 stelle) e 10 contrari (il resto delle opposizioni).

L'Aula respinge gli atti collegati presentati dalle minoranze (ordini del giorni e emendamenti), mentre approva le modifiche proposte dal gruppo Pd. In particolare Sì-Toscana a sinistra proponeva, con un atto di indirizzo specifico, la "definizione univoca di lavorazione dei materiali ad uso ornamentale". Forza Italia e Fratelli d'Italia puntavano alla definizione di cava dismessa, ossia quella per la quale non è vigente il titolo autorizzatorio né è pendente in istruttoria il procedimento per ottenere il titolo; così come alla specifica che il provvedimento di proroga non può comportare modifiche o varianti sostanziali al progetto definitivo, fatte salve le varianti senza alcun aumento volumetrico all'interno del perimetro autorizzato. Un altro emendamento chiedeva infine lo stralcio dell'articolo 19 della proposta di legge che prevede il passaggio del sito estrattivo al patrimonio indisponibile comunale qualora il proprietario privato non intenda esercitare l'attività di coltivazione né trasferire a terzi la facoltà. A detta dei consiglieri Maurizio Marchetti, Marco Stella (Forza Italia) e Paolo Marcheschi (Fratelli d'Italia), quanto previsto nella nuova legge è "pericolosissimo" in quanto obbliga il privato proprietario di più cave alla coltivazione contemporanea.

Passano, invece, gli emendamenti proposti dal Partito democratico in alcuni casi sottoscritti anche dai gruppi di minoranza. È il caso delle modifiche relative alla sospensione e decadenza del'autorizzazione (articolo 8 comma 2 della legge approvata). Come spiegato dal presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli (Pd), vengono inseriti, tra le cause, anche gravi e reiterate violazioni delle norme di legge o dei contratti di lavoro collettivi relative agli obblighi retributivi. "Abbiamo raccolto le richieste dei sindacati emerse nel lungo lavoro di analisi e confronto sul testo di legge", spiega Baccelli. Tra le altre modifiche proposte e passate, anche quella sottoscritta dall'assessore Vincenzo Ceccarelli che proroga il termine per l'approvazione dei Piani attuativi dei bacini estrattivi (Pabe) della alpi Apuane al 31 dicembre prossimo, "previo accordo con il Mise".