Toscana, presentate due ricerche su investimenti innovazione

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Firenze, 17 dic. (askanews) - Grande propensione ad investire per innovare e digitalizzare i processi produttivi e una fitta rete di piccole e medie imprese concentrate ad allinearsi ai paradigmi di Industria 4.0 in stretta sinergia col sistema accademico regionale ma non solo. E' la fotografia del manifatturiero toscano scattata dai due rapporti presentati stamattina a Palazzo Medici Riccardi nel corso del seminario organizzato dalla Regione Toscana dal titolo 'Imprese 4.0. Aziende innovative e attività di ricerca industriale'.

I due rapporti, curati rispettivamente da Cerved e da Siris Academic per conto della Direzione Attività Produttive della Regione, partendo da prospettive diverse, si concentrano sulla capacità delle imprese di investire e di fare ricerca e sviluppo, leve per la crescita e la competitività. Il manifatturiero toscano viene illustrato, da un lato, come sistema molto dinamico e con consolidata propensione ad innovare grazie ad investimenti in beni materiali e immateriali (software e IT funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi) e, dall'altro, dalla presenza di una fitta rete di piccole e medie imprese da sempre impegnate in attività di R&S in linea con i paradigmi di industria 4.0, in collaborazione i soggetti accademici regionali ma anche extra-regionali e talvolta internazionali.

"Questo studio ci fa tirare un sospiro di sollievo, anche se chiaramente dobbiamo continuare il lavoro avviato - sottolinea l'assessore alle attività produttive della Toscana, Stefano Ciuoffo -. Dalle due ricerche presentate oggi emerge infatti l'immagine di una Toscana propensa all'innovazione tecnologica ed attenta all'acquisizione di quelle competenze necessarie per mantenere la parte di mercato dove i prodotti della nostra economia sono apprezzati ma che rischia di erodersi laddove non si investa in innovazione".

L'assessore parla di innovazione che crea occupazione in settori nuovi o in crescita, dalla cybersecurity alle scienze della vita. Si sofferma sulla domanda da parte delle imprese di tecnici e ingegneri, superiore a quelli che escono dalle scuole e dalle università. Un problema, a cui la Regione sta lavorando. Fa anche un riflessione più ampia sulla struttura dell'economia toscana. "Emerge - spiega - sempre di più che il gruppo di imprese maggiormente innovative hanno sempre meno un radicamento solo territoriale ma guardano allo spazio di impresa oramai senza confini, il che ci potrebbe forse portare anche a rivedere e superare in futuro un sistema economico basato sui distretti".