Toscana, riconosciute nuove zone agricole vulnerabili a nitriti

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Firenze , 14 gen. (askanews) - L'area delle Vulcaniti di Pitigliano (Gr), quella del Lago di Chiusi (Si) e quella dell' Invaso di Santa Luce (Pi) sono da oggi inserite, in aggiunta a quelle già individuate in passato, tra le zone vulnerabili ai nitrati di origini agricola sul territorio regionale. Lo stabilisce la proposta di delibera approvata a maggioranza dal Consiglio regionale.

Ad illustrare l'atto è stato il presidente della commissione Ambiente e territorio, Stefano Baccelli, che ha spiegato che la decisione di inserire i tre nuovi siti tra le aree vulnerabili è maturata a seguito delle osservazioni della Ue trasmesse allo stato italiano nel novembre del 2018. Tra gli addebiti contestati alle Regioni italiane, infatti, alla Toscana veniva contestato "un significativo abbandono delle stazioni di controllo in stato eutrofico o inquinato" e di essere "venuta meno all'obbligo di designare nuove zone vulnerabili in tutte le zone che scaricano nelle acque dolci superficiali e nelle acque sotterrane contenenti più di 50 mg/l di nitrati o che potrebbero contenere più di 50 mg/l se non si interviene; oppure in laghi di acqua dolce, altre acque dolci, estuari, acque costiere e marine che risultano eutrofiche o possano diventarlo, nell'immediato futuro, se non si interviene".

Riguardo al primo addebito, la Regione Toscana ha dimostrato che le stazioni di controllo funzionano in tutte le zone vulnerabili; alcune dismissioni, segnalate dalla Ue, riguardano stazioni non localizzate in zone vulnerabili. Rispetto al secondo addebito, dopo controlli e verifiche condotti con la collaborazione di Arpat, la Regione ha individuato le tre nuove aree da inserire tra quelle vulnerabili ai nitrati di origine agricola.