Toscana, Rossi: passi avanti per acciaierie Piombino

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Firenze, 3 giu. (askanews) - "Un incontro costruttivo e che consente di fare un altro passo in avanti". Il presidente della Toscana Enrico Rossi è fiducioso dopo la videoconferenza che si è svolta stamani sul futuro del sito siderurgico di Piombino a cui ha partecipato. Con il ministro Patuanelli c'erano i sottosegretari Morani e Todde e davanti a loro Mr Jindal, Sajjan Jindal, ed il presidente di Jsw Italy Virendar Bubbar.

I passi avanti con cui si è concluso l'incontro sono in sintesi l'inserimento di Piombino, da parte del Governo, all'interno di una strategia nazionale per l'acciaio (da Taranto a Terni al nord-Italia) che convince anche Rossi, la disponibilità ad un ruolo attivo e temporaneo dello Stato nella società JSW Steel Italy Piombino, l'impegno del ministero ad agevolarne la ripresa produttiva, all'interno di un nuovo modello di ecosiderurgia, lavorando sul costo dell'energia e su altre questioni aperte a fronte, da parte dell'imprenditore Jindal, della presentazione di un "piano industriale ponte", così definito da Rossi, entro due settimane.

Proprio Rossi a metà maggio aveva scritto al ministro Patuanelli suggerendo l'ingresso temporaneo della Cassa Depositi e Prestiti nel capitale sociale di JSW Steel Italy Piombino, con una partecipazione di minoranza o con altre soluzioni previste dal Dl Rilancio. "Vedo - commenta Rossi - che c'è disponibilità a valutare l'ipotesi da parte del Governo e interesse anche da Mr. Jindal". Una "soluzione straordinaria", sottolinea il presidente della Toscana, viste anche "le condizioni straordinarie" che si sono venute a creare, complice pure la pandemia: un modo "per prevenire anziché rincorrere un'involuzione industriale".

C'è un problema più ampio legato al mercato dell'acciaio - offerta in espansione e domanda in regressione - che il blocco legato all'emergenza sanitaria ha acuito. Alla difficoltà di rilancio si è aggiunta adesso una crisi di liquidità, che va scongiurata. Ma c'è pure - e l'economia globale al tempo dell'emergenza Covid l'ha messo ben in risalto e Rossi lo sottolinea - un tema legato alla "necessità di mettere al riparo infrastrutture strategiche come il trasporto pubblico locale su ferro e la stessa alta velocità ferroviaria, che senza le rotaie da 108 metri prodotte a Piombino dovrebbero per forza approvvigionarsi dall'estero".