Toscana, scontro tra Lega e Giani su utilizzo bandiera Regione -2-

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Roma, 29 gen. (askanews) - Montemagni ha allora replicato, in Aula, che "la bandiera è rappresentativa dello stemma, del Gonfalone, della scritta Regione Toscana. La scritta è rappresentativa di tutto il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione. E' un caso singolare che in Toscana si utilizzi la bandiera della Regione per promuovere una campagna elettorale. Il presidente del Consiglio regionale rappresenta anche l'opposizione. Ora, con la sua candidatura, è saltato il principio di imparzialità. Quando si parla di concessione del marchio della Regione Toscana, come il Pegaso, che anche noi utilizziamo quando promuoviamo il lavoro nostro come consiglieri regionali, non lo utilizziamo come Lega. Lo utilizziamo per portare avanti nel nostro ruolo istituzionale. La Regione Toscana è di tutti, non è né del presidente Giani né di altro consigliere. Finora i simboli sono stati utilizzati, come dice il regolamento diffuso dall'Ufficio di presidenza, per eventi culturali, di volontariato, sociali. Io credo che nessuno dei miei colleghi vada a giro col simbolo della Toscana. Da oggi -aggiunge ironicamente- abbiamo capito che 'Regione Toscana' può perdere il valore istituzionale, che non è una cavolata. La nostra critica sta nella volontà di tutelare un simbolo che rappresenta tutti. Giani candidato e Giani presidente del Consiglio regionale devono essere tenuti distinti da qui alle elezioni. Se poi -ha concluso Montemagni- volete trovare una giustificazione per usarlo, per me è inaccettabile".

La controreplica di Giani: "noi abbiamo parlato della bandiera. Ma quando c'è una partita dell'Italia e tutti sventolano la bandiera dell'Italia, è un oltraggio alla bandiera? Io devo chiedere l'autorizzazione per utilizzare la bandiera della Toscana? Quella che lei ha visto è la bandiera della Toscana, e tutti la possono utilizzare. Non è lo stemma. La bandiera è di utilizzo corrente, come la bandiera dell'Italia, tutti ci riconosciamo in quella bandiera", ha concluso Giani.