Toscana, si è aperta la dodicesima edizione della BTO

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Firenze , 12 feb. (askanews) - Una Toscana del turismo attenta a tutte le principali innovazioni nel settore turistico online, ma anche alle ripercussioni, non soltanto economiche, che la situazione contingente è in grado di produrre. Si è aperta stamattina alla Stazione Leopolda di Firenze la 12esima edizione di BTO - Buy Tourism Online, evento leader in Italia sul binomio travel online e innovation. Due giorni, oggi e domani, di incontri e workshop ispirati quest'anno all'Onlife Manifesto della Commissione Europea con 180 speaker provenienti da 11 paesi e 90 eventi. L'organizzazione è curata da Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze - Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze e Fondazione Sistema Toscana.

"Ancora una volta Firenze e la Toscana - ha detto l'assessore al turismo e alle attività produttive Stefano Ciuoffo - al centro dell'innovazione tecnologica e di tutto ciò che può essere messo a disposizione degli operatori del settore per comunicare e valorizzare un settore cruciale per l'economia toscana". Dopo il palcoscenico della Bit, pochi giorni fa, la Toscana presenta anche alla BTO #myTuscany, l'hashtag di destinazione. "Cambiamo il paradigma della comunicazione turistica in Toscana. Non più un'azione programmata, selezionata, filtrata nei contenuti, spesso stereotipata e ripetitiva. Con #mytuscany scegliamo di fare un salto coraggioso o ltre la siepe senza conoscere la profondità della caduta che ci aspetta al di là. Vogliamo impostare un modo di comunicare la Toscana che sia autentico, esperienziale, quindi attraverso gli occhi di chi visita questa regione, di chi la vive. Ci attendiamo una somma di messaggi capace di innescare un processo che si auto alimenta. Un tuffo in un mare ampio, fatto però con competenza e certi di avere un 'prodotto' che si vende da sé. Ci aspettiamo risultati anche inattesi, che ci faranno scoprire angoli che forse non sapevamo neppure di avere".

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    Oltre 130 contagi in 5 Regioni. Salta il Carnevale di Venezia

    Sono 132 le persone positive al coronavirus in Italia. È l'ultimo bilancio fornito dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. E, dopo Milano e Torino, il contagio è arrivato anche a Venezia, dove il presidente della Regione, Luca Zaia, ha disposto il blocco dei festeggiamenti del Carnevale.Negli undici comuni focolaio "non sarà consentito l'ingresso e l'allontanamento salvo specifiche deroghe" ed "è stata disposta la sospensione delle attività lavorative, educative e degli eventi pubblici". Dopo un Consiglio dei Ministri straordinario durato 4 ore presso la sede della Protezione Civile, il governo ha adottato un decreto legge per contenere i focolai di contagio da coronavirus in Italia con l'isolamento dei comuni colpiti dall'infezione. Gli italiani che saranno interessati dalle misure varate dal governo saranno circa 50 mila.I test hanno rivelato che il presunto "paziente zero" non ha mai contratto la malattia. Non è da lui, quindi, che è partito il contagio. Il premier esclude per ora interventi per limitare Schengen, come chiede invece Salvini.

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    Il Viminale sulla nave appena sbarcata a Pozzallo: "I migranti saranno trattenuti in quarantena nell'hotspot della cittadina siciliana".

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    Mike Hughes, 64 anni, sognava un giorno di riuscire a raggiungere lo spazio con un razzo. Purtroppo ha perso la vita durante il lancio.

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    La 22enne ha lasciato la piccola, appena nata, su un terreno. La bimba è deceduta a causa del gelo.

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    Quando i vigili del fuoco sono intervenuti, il piccolo era già stato liberato da un passante che aveva infranto uno dei finestrini dell'auto.

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    Bari, fedeli in piazza per il Papa: compare qualche mascherina

    Si va riempiendo corso Vittorio Emanuele a Bari dove sono attese circa 40mila persone per la messa e l'Angelus di Papa Francesco a conclusione del Forum 'Mediterraneo, frontiera di pace', e tra i fedeli compare qualche mascherina a protezione della bocca e del naso "per precauzione", precisa chi la indossa, vista l'emergenza coronavirus. "Ho una allergia a diversi medicinali e ho preferito indossarla per prevenzione", spiega Angelantonio, di Bari, accompagnato dalla moglie Maria anche lei con il dispositivo di protezione. "In tutto ne abbiamo visti 4 o 5, riferisce un volontario ai cronisti. "E' vero che qui non è successo ancora niente - aggiunge la moglie - ma la paura c'è, se c'è un focolaio lo dicono sempre dopo. Non abbiamo avuto difficoltà a trovare le mascherine nell'emporio sotto casa", prosegue. Sulla proposta avanzata da qualche parte sui social di annullare l'evento della messa del Papa, dicono: "Ormai ci siamo, peccato che ha colpito l'Italia, il disagio c'è. Abbiamo messo la mascherina sia per noi che per gli altri". Tra i fedeli anche una giovane allergica di Grumo Appula, in provincia di Bari, che indossa una mascherina "per precauzione", spiega in modo sintetico. Comunque "nessuna paura" assicura un altro gruppo di fedeli, che cerca di sdrammatizzare tra i quali una signora che fino a due settimane fa era a Milano. "A Monza vive mia figlia, sono un po' preoccupata per lei", dice.

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    Renault Fuego, una coupé caliente e turbata

    Ha un breve successo quarant'anni fa, ma non riesce a sfondare pur vantando doti interessanti per l'epoca

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    Fiumicino, Junior Cally debutta come calciatore

    Dal palco di Sanremo 2020 al campo di calcio. La "seconda vita" del rapper mascherato.

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    Per Ricciardi (Oms) è mancata la quarantena per chi arrivava dalla Cina

    "C'è il forte rischio che i focolai" di coronavirus in Italia "diventino un'epidemia. Lo sapremo tra due settimane": lo ha affermato Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica e membro del consiglio esecutivo dell'Oms, in un'intervista alla Stampa. "Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina", ha lamentato Ricciardi, "abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località".Per Ricciardi l'Italia avrebbe dovuto fare come Francia, Germania e Regno Unito che, "seguendo l'Oms, non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio". "Inoltre hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso", ha osservato, e in questo senso sarebbe necessario "introdurre lo stato d'emergenza per avere una sola linea di comando per tutte le regioni".

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    Harry e Meghan, la villa a Malibu da 5,4 milioni di sterline

    Harry e Meghan intendono trasferirsi in una villa a Malibu: il palazzo vanta 8 camere da letto, una piscina, un campo da tennis e un vasto giardino.

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    Cesena, vandali "decapitano" statua in pieno centro

    La statua del Centauro di Augusto Perez in piazza del Popolo a Cesena è stata danneggiata da alcuni vandali che hanno agito indisturbati nella notte.

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    Abusa di alcool e psicofamraci, poi aggredisce padre e la figlia

    Donna di 44 anni arrestata dai carabinieri all'Appio-Latino

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    Levante si mette a nudo: "Sono innamorata"

    Sulla canzone di Diodato la cantante ha detto: "Probabilmente può esserci un’emozione dedicata a me, ma non è per me quella canzone”.

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    Vivere barricati in casa a Codogno in attesa che il virus passi. Storia di Anna

    Il silenzio, le strade deserte, i negozi chiusi, le ore che passano in una lunga attesa. Codogno, 16 mila abitanti, centro nevralgico nel Lodigiano (sono molti i pendolari per i collegamenti con Milano) è da venerdì una città chiusa, ferma, dopo che la notizia del focolaio di coronavirus ha sconvolto la vita di un classico centro lombardo, piccolo e operoso. Dove tutti sono invitati a stare chiusi in casa. "Non avrei mai pensato di vivere questa esperienza, di dover restare a casa senza uscire. È difficile, ieri era il primo giorno e lo vivi un po' così, oggi inizi a riflettere".A parlare all'AGI è Anna, che da ieri non esce di casa, e che racconta dal posto come si vive in un Paese di fatto in quarantena. "Non conoscevo l'uomo risultato positivo né i suoi contatti - spiega - ma certo nel paese c'è paura. Abbiamo sentito la notizia ieri mattina, poi sono arrivate l'ordinanza comunale e quella regionale, che hanno chiuso le attività commerciali e le scuole, e chiesto alla popolazione di rimanere a casa, cosa che stanno facendo tutti".Il clima è spettrale: "Sono pochissime le auto in circolazione, e i negozi sono tutti chiusi ad eccezione di alcuni supermercati e delle farmacie. Non si esce se non è proprio indispensabile, per fare la spesa. Ci hanno detto che i dipendenti dei supermercati vengono controllati. Nessun assembramento è permesso, anche i funerali si fanno solo con il sacerdote e massimo quattro parenti".Le assenze dal lavoro, racconta, "vengono giustificate dall'ordinanza ministeriale, che ha valore di certificato medico, mentre per i lavoratori autonomi ovviamente è un problema, penso che si interverrà con fondi ad hoc". E così le ore in casa passano nella noia, ma anche nella paura del nemico invisibile ma aggressivo."Certo che ci penso, è normale. È un pensiero irrazionale ma c'è. Non conosciamo l'inizio di questa storia e purtroppo non ne conosciamo la fine, di sicuro dobbiamo stare 14 giorni a casa e poi si vedrà. Di certo abbiamo molto, troppo tempo per riflettere e la preoccupazione del contagio ce l'hanno tutti. L'unica cosa è attenersi alle indicazioni, stare a casa e chiamare i medici se qualcosa non va".Tra le riflessioni di queste ore, Anna sottolinea anche che "la cosa si allargherà anche ad altri Comuni, secondo me questa è solo la punta dell'iceberg". Ed è solo il giorno 2.

  • Consigliera Regione chiusa in casa: "A Codogno situazione drammatica"
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    Consigliera Regione chiusa in casa: "A Codogno situazione drammatica"

    "La situazione è drammatica, c’è una preoccupazione collettiva". Lo ha detto Patrizia Baffi, consigliera regionale di Italia Viva in Lombardia, che si è collegata via Skype con l’assemblea di Italia Viva a Roma. Baffi, da casa sua a Codogno, ha raccontato di essere amica del primo contagiato dal coronavirus. "Qui è come se fossimo tutti in prima linea, con questa sofferenza nel cuore", ha spiegato l’esponente di Iv. "Preoccupante, disarmante e angosciante". Baffi ha descritto così all'Adnkronos la situazione a Codogno. "Sono chiusa in casa e sono provata da una situazione difficile e complicata - racconta - C'è un'ordinanza del sindaco che ha ordinato la chiusura degli esercizi commerciali, ha annullato tutte le attività collettive e chiede appunto di non uscire di casa".  "Preoccupa soprattutto le tante persone che sono in attesa di fare il tampone - evidenzia Baffi - Siamo 16mila abitanti a Codogno, bene o male ci conosciamo tutti ed è un poco angosciante l'attesa. Ho cercato anche di ricostruire le mosse del 38enne di Codogno, perché si hanno amici comuni, ci si conosce tutti e ho inviato all'assessore alla Sanità della Lombardia gli elenchi della squadra di calcio, del gruppo podistico e del corso della Croce Rossa, insomma di coloro che si sono trovati negli ultimi giorni a partecipare ad attività collettive insieme a lui. E sono tutte persone che attendono, a casa, di fare il tampone". "I contorni del contagio non sono chiari - continua Baffi - dato che sembra provenire da una persona asintomatica, negativa al tampone ma che comunque era rientrata da poco dalla Cina. La mancanza di chiarezza rende tutto più complicato, più precario. La sofferenza è alta perché le persone coinvolte si conoscono tutte: due mie amiche infermiere sono 'chiuse' in ospedale in attesa del tampone e la preoccupazione sale. Confortare, dire le parole giuste è difficile dato che siamo tutti nella stessa situazione".  Una situazione che desta preoccupazione anche dal punto di vista economico. "Gli esercizi commerciali staranno chiusi fino a martedì, poi riceveranno altre comunicazioni - conclude Baffi - è un colpo non solo per Codogno ma per tutta l'area. Non solo negozi, ma aziende e fabbriche sono chiuse, dipendenti a casa. Sarà difficile ma riusciremo a risollevarci".

  • Sangiuliano: "Minacciato perché non mi piego a vulgata dominante"
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    Sangiuliano: "Minacciato perché non mi piego a vulgata dominante"

    Il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, denuncia in un post su Facebook di essere "bersaglio quotidiano" di "minacce" e "invettive", per non essere "in linea con la vulgata dominante". "Una cosa è certa non mi piegherò mai, perché lo devo alla mia dignità", sottolinea Sangiuliano. "Non dormire la notte - scrive il direttore del Tg2 - svegliarsi di soprassalto, essere bersaglio quotidiano, indicato all’indice come pubblico scandalo, oggetto delle invettive (quasi sempre basate su fatti inesistenti) da parte di un deputato che si fa forte della sua immunità per picchiarmi come si può fare ad una persona con le mani legate. Bersagliato da una parte della folla del web come si faceva nelle piazze spagnole durante l’epoca dell’inquisizione quando ognuno passava e sputava sulla vittima inerte. Un altro politico ha scritto su Twitter che la mi testa deve 'rotolare'. Tutto documentato e fotografato. E risparmio il catalogo dettagliato e ampio delle minacce. Poi penso - sottolinea Sangiuliano - che un po’ sono fortunato perché se questa condizione l’avessi vissuta negli anni Settanta qualcuno sarebbe passato alle vie di fatto. Oggi, per fortuna non accade più". "Tutto questo - aggiunge - perché non la penso come loro, perché non sono in linea con la vulgata dominante. Perché mi permetto di celebrare Solzenicyn (internato nel Gulag dai loro antenati), perché parlo di Sciascia, di Pasolini, di Benedetto Croce. Perché difendo il diritto dello Stato di Israele ad esistere. Perché faccio intervistare Steve Bannon (come hanno fatto tv e giornali di mezzo mondo), perché ho previsto la vittoria elettorale di Boris Johnson, perché ho posto il tema dell’integrazione in Svezia (cosa che ha fatto tutta la stampa mondiale), perché ho ricordato l’assassinio del giovane di destra Cecchin durante gli anni di piombo, perché per primo il tg che mi onoro di dirigere ha intervistato Guaidò che combatte la sua battaglia di libertà in Venezuela, perché ricordo che Vittorio Bachelet fu assassinato dalle Br, come tre poliziotti in una fredda mattina di Milano. Perché? Perché? Perché sono liberale e conservatore, e soprattutto prezzoliniano. È questo mi rende uno che la pensa diversamente e quindi va eliminato, umiliato e offeso quotidianamente", prosegue. "Lo dico da tempo: la nostra società - sottolinea Sangiuliano - viene uccisa quotidianamente dal politicamente corretto, dal pensiero acritico che nel sonno della ragione non vuole verifiche, non vuole discutere. Vi prego di leggere oggi Marco Travaglio che spesso mi ha legittimamente criticato ma che ora difende il valore più alto per donne ed uomini: la libertà. Una cosa è certa non mi piegherò mai, perché lo devo alla mia dignità", conclude il direttore del Tg2.

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    Roma, sequestrata oltre 1kg di droga: 10 le persone arrestate

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    Massimo Ranieri a C’è Posta Per Te: lacrime per una tragedia in famiglia

    Massimo Ranieri a C'è Posta per Te nella serata di sabato 22 febbraio: il cantante non trattiene le lacrime in studio per una tragedia in famiglia.

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    Daylight Studio: “La moda è una parte importante di Milano”

    Davide e Antonello, proprietari di Daylight Studio, hanno raccontato a Notizie.it | Milano il loro lavoro in occasione della Fashion Week milanese.

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    Immigrazione, cardinal Czerny: sono stato anche io un migrante -2-

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