Toscana, una mostra sull'Arno a 53 anni dall'alluvione

Xfi

Firenze, 31 ott. (askanews) - Il 4 novembre 1966 l'esondazione dell'Arno provocò vittime e danni ingenti. Firenze e la Toscana vissero momenti tragici ma la rinascita c'è stata, è ancora in corso e si è diffusa una nuova consapevolezza sul fiume. Negli ultimi 20 anni, infatti, sull'Arno sono stati fatti interventi ingenti per renderlo più pulito, più sicuro e vivibile tanto che oggi è l"'unico grande fiume europeo che non riceve più scarichi fognari e industriali". Lo rende noto Erasmo D'Angelis, dell'associazione culturale Vivi l'Arno nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra "Arno. Sicuro. Pulito. Da vivere" che aprirà i battenti lunedì 4 novembre alle 12.30 nello spazio espositivo intitolato Carlo Azeglio Ciampi (via de' Pucci, 16 - Firenze).

Tutte le opere realizzate e quelle in corso per la messa in sicurezza del territorio, le tante attività che si svolgono sulle rive del fiume e il rapporto tra l'Arno e i cittadini, saranno raccontati attraverso un percorso multimediale "non banale e certamente suggestivo" commenta il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. L'esposizione offre infatti il "senso e la misura di quello che rappresenta il reticolato dei nostri fiumi" ricorda citando anche il Serchio e l'Ombrone. "Da un punto di vista mediatico - continua -, è indubbio che l'alluvione del '66 colpì più Firenze che la Toscana ma non dobbiamo dimenticare i morti e la devastazione in tutto il nostro territorio". "Nel giorno dell'anniversario ricordiamo e celebriamo quanto è stato fatto, moltissimo, e quanto ancora dobbiamo inserire nella nostra agenda da un punto di vista di interventi a contrasto del dissesto idrogeologico"." Le opere a difesa del territorio sono fondamentali, l'uso corretto dei nostri percorsi fluviali sono raccontati in questa esposizione ricca di significati" conclude.

La mostra è "straordinariamente importante" per D'Angelis che commenta: "potremo ammirare un fiume molto cambiato grazie anche al contributo dei sindaci, delle aziende idriche e di chi ha lavorato per la sua depurazione". L'Arno può vantare "interventi in corso per quasi 130 milioni di euro. Risorse per la messa in sicurezza che erano attesi da almeno 50 anni e che erano stati immaginato già nel 1967". "È un fiume - continua - che sta diventando sempre più sicuro, ricco di ecosistemi diversi e pieno di vita, basti pensare che le sponde, grazie al lavoro fatto dai consorzi di bonifica, non sono mai state così pulite". Per D'Angelis, l'Arno è oggi più che mai un "fiume da vivere. La mostra servirà anche per recuperare quella cultura fluviale che abbiamo perso dopo l'alluvione. L'Arno non è un nemico ma una ricchezza straordinaria".

Le opportunità che può offrire il grande fiume sono ricordate anche dal direttore generale dell'Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei: "Grazie ai numerosi interventi di depurazione, l'Arno è oggi molto più pulito e rappresenta la principale risorsa di approvvigionamento idrico per 650mila toscani. Lo sforzo compiuto in questi anni è sì nel nostro interesse, ma riguarda anche la tutela ambientale e delle future generazioni".

Sul fronte della depurazione delle acque, interviene anche Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana: "Le nostre aziende sono state molte attive. Solo l'anno scorso sono stati investiti 80milioni di euro per la depurazione civile e per rendere l'Arno più fruibile. È una conquista straordinaria e continuiamo ad investire in tutela e sicurezza".

"Tornare a vivere il fiume e recuperare un rapporto sereno e tranquillo" è fondamentale per il presidente del Consiglio comunale di Firenze Luca Milani, che ricorda la seduta straordinaria in programma nel pomeriggio di lunedì 4. La mattina, nel corso dell'inaugurazione della mostra che resterà aperta al pubblico fino al 21 novembre, sarà consegnata anche una targa in ricordo del giornalista Rai Marcello Giannini, la 'voce' che raccontò le ore drammatiche dell'alluvione del 1966.