Toshiba, dimissioni A.d.: lo storico marchio al centro del mercato

Red
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Roma, 14 apr. (askanews) - Cosa sta succedendo in Toshiba? L'improvviso passo indietro nell'amministratore delegato Nobuaki Kurumatani dalla guida dello storico marchio giapponese pone dubbi su come procederà il proposto acquisto da parte del fondo europeo CVC, che ha offerto 20 miliardi di dollari.

Il contesto in cui si è verificato il ritiro del manager, la cui rielezione lo scorso anno era stata messa in discussione da diversi importanti azionisti, è quello di una situazione piuttosto delicata per il gruppo nipponico.

La proposta di CVC, un fondo che precedentemente Kurumatani aveva diretto in Giappone, era stata vista come un aiuto al gruppo dirigente della compagnia, dopo che questo mese l'assemblea generale aveva votato una mozione ostile al management.

"CVC sostiene che presenterà una proposta più dettagliata, ma è impossibile valutare la proposta a questo punto", ha dichiarato il presidente del consiglio d'amministrazione di Toshiba Osamu Nagayama in una conferenza stampa. "La proposta iniziale - ha proseguito - segnalava che il management sarebbe stato mantenuto. Con le dimissioni di Kurumatani, non sappiamo ora cosa stiano pensando". Nagayama nei giorni scorsi aveva già più volte invitato alla prudenza.

Di fronte a questa situazione di incertezza, il titolo Toshiba è volato oggi in borsa, guadagnando anche l'8 per cento: gli investitore probabilmente vedono profilarsi la possibilità che il gruppo sia contendibile e che possa crearsi una competizione per acquisirlo. Il Financial Times parla dell'ipotesi che KKR e altri possano sopravanzare la proposta di CVC. Il Giappone attualmente è meta di importanti investimenti da parte dei principali fondi mondiali.

Quel che si sa della proposta di CVC è che sta considerando un premio del 30 per cento sulle azioni, che porterebbe il valore della transazione a 2.300 miliardi di yen (20,8 miliardi di dollari) sulla base della chiusura di borsa di ieri. Il fondo punta a reclutare altri investitori per prendere parte all'acquisizione.

Nell'ultima assemblea generale, tre settimane fa, il management si è trovato in minoranza quando una serie di azionisti - tra i quali il fondo di Singapore Effissimo Capital Management che è il maggiore azionista con il 9,9 per cento - ha fatto approvare una mozione che istituisce un'indagine indipendente per verificare se i manager Toshiba abbiano esercitato pressioni sugli azionisti in occasione dell'assemblea di luglio 2020, onde ottenere il prolungamento del mandato di Kurumatani, poi rieletto con quasi il 58 per cento dei voti.

Kurumatani è stato il primo capo a venire dall'esterno della compagnia in 53 anni ed è stato prima vicepresidente di Sumitomo Mitsui Financial Group e poi presidente del ramo giappoponese proprio di CVC Capital Partners.

Il manager ha dichiarato di essersi dimesso per motivi personali, avendo voglia di passare più tempo con la famiglia. Ma c'è chi ha ipotizzato che in realtà sia saltato per un "golpe" interno costruito dagli azionisti di opposizione, circostanza che Nagayama ha smentito.

L'uomo che lo sostituisce, Satoshi Tsunakawa, è in buoni rapporti con gli azionisti stranieri di opposizione. Peraltro, da predecessore dello stesso Kurumatani, fu proprio lui a decidere nel 2018 un collocamento in borsa di oltre 5 miliardi di dollari di azioni che portò questi azionisti nell'elenco dei soci di Toshiba.

Toshiba è considerata una realtà abbastanza vulnerabile nel panorama dei grandi marchi giapponesi. Da anni si parla di un declino di questo brand nipponico, che ha quasi un secolo e mezzo di storia, iniziato con le perdite della sua controllata nel campo nucleare negli Usa e con un grave scandalo contabile. (di Antonio Moscatello)