Toshiba: sviluppato algoritmo più veloce dei supercomputer

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Roma, 17 gen. (askanews) - La grande corsa computazionale verso il "quantum computer", il computer quantistico, ha raggiunto un'ulteriore tappa. Secondo quanto scrive l'agenzia di stampa Bloomberg, il gigante dell'elettronica giapponese Toshiba ha annunciato di aver realizzato un algoritmo per i desktop computer in grado di processare dati in maniera più veloce di molti dei più avanzati supercomputer in attività.

L'"algoritmo di biforcazione simulata" è stato concepito per essere utilizzato nei mercati finanziari, con l'idea di consentire operazioni di investimento e disinvestimento - in particolare sulle valute - nello spazio di microsecondi.

L'algoritmo avvicina la capacità computazionale dei desktop computer a quella dei computer quantistici, il cui utilizzo è attualmente limitato dai costi proibitivi e dalle difficoltà di mantenimento: un computer quantistico ha bisogno di operare in un ambiente con temperature vicine allo zero assoluto. "Potete semplicemente attivere un server e utilizzare (l'algoritmo) a temperatura ambiente", ha sostenuto un ricercatore di Toshiba, Kosuke Tatsumura.

La velocità di calcolo generata dall'algoritmo, in realtà, potrebbe essere utilizzata in diversi settori industriali. Ma, su questo fronte, sono le banche d'affari, le istituzioni e le compagnie finanziarie quelle che sono andate più avanti nella collaborazione con le società IT. Sono diversi, infatti, gli esempi di partnership o di ricerca in-house nel settore: Goldman Sachs ha costituito un suo team, mentre Nomura ha creato una partnership con Ohzeki.

In questo campo di ricerca ha ben piantato i suoi piedi anche un player gigantesco come Alphabet (Google), il quale a ottobre scorso ha dichiarato un nuovo record di velocità per il suo computer quantistico: a suo dire in 200 secondo è in grado di processare la quantità di dati che il più veloce dei supercomputer potrebbe processare in 10mila anni. Anche se il dato è contestato, in particolare dalla IBM, che ha investito fortemente sul suo supercomputer. Il quale, però, è una macchina che occupa lo stesso spazio di due campi di basket, con costi anche in questo caso proibitivo. In tal senso, se l'algoritmo su cui Toshiba lavora dal 2015 dovesse prendere piede, mescolerebbe le carte.