"Toti sarà costretto a dimettersi da coordinatore Fi"

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La dead line è il primo agosto, quando si riunirà 'tavolo delle regole' per cercare di definire una proposta unitaria di riforma di Forza Italia. Solo allora si capiranno i tempi di un scissione, quella dei 'totiani', ormai già nei fatti. Giovanni Toti ha preso tempo, non ha ancora lanciato i Circoli territoriali del suo nuovo movimento 'Italia in crescita' come avrebbe voluto fare, ma, raccontano, avrebbe deciso il prossimo passo verso il 'distacco': se dopodomani non verranno accolti i suoi 'paletti' (ovvero primarie aperte e azzeramento della classe dirigente attuale), farà un passo indietro, rinunciando all'incarico di coordinatore nazionale ma senza lasciare il partito, pronto a continuare la 'rivoluzione' all'interno, almeno fino a quando non sarà messo nelle condizioni di andar via.  

''Se vogliono, saranno loro a cacciarci, noi non ci muoviamo da qui per fare la nostra battaglia di cambiamento", dice a mezza bocca un fedelissimo del governatore ligure. Una mossa, secondo alcuni, per sfidare chi vuole mantenere lo status quo e nello stesso tempo un messaggio preciso a Silvio Berlusconi, da sempre contrario a consultazioni aperte, modello di sinistra. Ma anche un gesto per ottenere un 'no', quale pretesto per 'scaricare' la responsabilità di una eventuale rottura.  

Toti, raccontano, tirerà dritto per la sua strada, convinto che giovedì il cosiddetto board a 5 difficilmente accontenterà le sue richieste. Inevitabili, quindi, saranno le dimissioni, poi si vedrà. ''Se Toti non otterrà aperture sulle primarie e il rinnovo della classe dirigente, il minimo che possa fare è dimettersi da coordinatore'', dice all'Adnkronos il senatore azzurro Luigi Vitali, che aggiunge: ''A quel punto, restiamo dentro Fi, fino a quando non si chiarirà definitivamente la situazione''.  

Vitali è pessimista (''lo costringeranno a dimettersi'') e non esclude uno strappo: "Naturalmente, se Forza Italia rimane quella di Tajani, che ha fatto il peggior risultato alle europee, è evidente che spazi non ce ne sono...". L'ex sottosegretario alla Giustizia si dice poi ''amareggiato dalle dichiarazioni che appaiono oggi sui giornali attribuite a Berlusconi che derubrica a beghe di cortile quella che, invece, è un'esigenza legittima di cambiamento, avvertita anche da coloro che adesso dicono il contrario all'ex premier. Io conosco Berlusconi, non è questo il suo atteggiamento''. 

Intanto, il progetto politico 'Italia in crescita' andrà avanti con chi ci sta, Toti continuerà a far il bastian contrario su stampa e social (forse ci sarà un video oggi, un altro proprio dopodomani) e a settembre partirà il tour nazionale di 'Italia in crescita'. Con Giorgia Meloni si parlerà di alleanze, i 'totiani' non vogliono fare da stampella a nessuno: Fdi, così come la Lega, sono e restano alleati. ''Meloni 'copre' Salvini a destra, noi a sinistra'', precisa un 'totiano' della prima ora. Questo pomeriggio Toti sarà a palazzo Chigi con il sindaco di Genova, Marco Bucci, per incontrare il premier Giuseppe Conte e fare il punto della situazione sul Ponte Morandi.