Tpl, Mongelli(Faisa Cisal): più regole, investimenti e sicurezza

Tpl, Mongelli(Faisa Cisal): più regole, investimenti e sicurezza

Roma, 28 nov. (askanews) – Regole, affidamenti ai privati, riduzione degli investimenti. Oltre all’allarme sicurezza per operatori e passeggeri. Sono alcune delle molte criticità del trasporto pubblico locale. Un settore colpito negli anni da tagli alle risorse che hanno anche finito per allargare il divario tra Mezzogiorno e resto del Paese.

Tutti temi al centro del Consiglio nazionale della Faisa Cisal, riunito a Roma, e rimarcati dal segretario generale Mauro Mongelli.

“Regole, investimenti, risorse, sicurezza sono i capisaldi che saranno affrontati nel corso di questo Consiglio nazionale” spiega “Noi dobbiamo attribuire tutele sociali a questo settore nella fase di attribuzione dei servizi ma in generale in caso di passaggi di servizi da un’azienda all’altra. Gli investimenti, come è noto, dividono il Paese. Viaggiare nel Sud Italia è sicuramente diverso che viaggiare in un’altra parte d Italia, è un Paese fintamente unito sotto l’aspetto infrastrutturale”.

“Tutto questo – prosegue – è legato alla necessità di investimenti che in questo momento può cogliere un opportunità, un’occasione che è quella del new green deal che attribuirebbe al trasporto una caratteristica di sostenibilità. Per poter fare questo è necessario avere anche delle risorse, risorse che in questo momento vengono messe in discussione dalle politiche di governo. Risorse che metterebbero in discussione anche i rapporti collettivi nazionali che da questo momento si inizierà a dibattere con le parti datoriali che per ovvie ragioni antepongono i problemi in termini di risorse”.

Particolarmente sentito dai lavoratori, il problema della sicurezza. Un vero e proprio allarme che lancia la Faisa, chiedendo un intervento incisivo del governo.

“Non può passare il concetto che un trasporto, sia esso trasporto pubblico locale sia esso ferroviario, o una stazione un luogo in cui un viaggiatore deve salire su un treno, possa essere un presidio non sicuro – afferma Mongelli – Dobbiamo riattribuire la sicurezza necessaria non solo a chi viaggia, ma soprattutto agli operatori. In questo periodo assistiamo giornalmente a notizie di cronaca dove o un autista o un capotreno o un addetto di stazione viene letteralmente pestato. Ci sono dei passaggi che sono stati fatti con la commissione di garanzia e con il Ministero degli Interni ma è ancora insufficiente. E necessario l’intervento anche del Ministero degli Interni. Non solo, servirà un impianto legislativo che consenta intanto di riconoscere il problema ed affrontarlo in maniera definitiva”.