Tra condoni e lavoro in nero, il padre di Di Maio imbarazza il ministro

Ieri sera a le Iene è andato in onda un servizio in cui un ex dipendente di Antonio Di Maio ha confessato di aver lavorato due anni nell’azienda di famiglia in nero. (Credits – Getty Images)

“Le colpe dei padri non ricadano sui figli” si sente ripetere spesso da chi, a torto, cita le sacre scritture. Perché nella Bibbia, in realtà, si legge che “Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione”. Insomma, le colpe dei padri ricadranno non solo sui figli, ma anche sui nipoti. E nella politica italiana degli ultimi anni sembra che ciò sia vero.

Prima fu Matteo Renzi che dovette – e ancora deve – difendersi dalle accuse rivolte al padre da vari filoni investigativi, ma anche ad Alessandro Di Battista, con suo padre che si dichiara fieramente fascista e spesso fa uscite politiche che il figlio poi deve ridimensionare. Ma, ultimamente, è soprattutto Luigi Di Maio a trovarsi in forte imbarazzo per colpa del padre e delle accuse rivolte.

Mentre infuriava la polemica politica attorno al cosiddetto decreto Genova e al presunto condono tombale a Ischia, infatti, ecco che si scopre che la casa di famiglia dei Di Maio, quella in cui il Ministro ha vissuto fino a poco tempo fa, sarebbe abusiva. Parliamo della casa a tre piani di Pomigliano d’Arco, in cui ancora risiede ufficialmente il leader politico, in buona parte abusiva ma totalmente condonata nel 2006.

Poi, proprio pochi giorni fa, il Giornale ha mostrato delle immagini satellitari che farebbero nascere sospetti di irregolarità edilizie su un immobile costruito su un terreno nel Comune di Mariglianella, in provincia di Napoli, intestato al padre Antonio Di Maio, ma che da catasto non esiste.

Ora, però, l’ultimo colpo. Fortissimo. Ieri sera a le Iene è andato in onda un servizio in cui un ex dipendente di Antonio Di Maio ha confessato di aver lavorato due anni nell’azienda di famiglia, nel 2009 e 2010, in nero. Salvatore Pizzo, il protagonista dell’intervista, racconta anche di un suo infortunio sul lavoro coperto dal padre del vicepremier. Che gli avrebbe consigliato di non denunciare l’accaduto per non incorrere in sanzioni.

E Di Maio? E’ in imbarazzo, anche perché dopo il 2010 Luigi Di Maio è diventato proprietario al 50% dell’azienda di famiglia. “Mio padre ha fatto degli errori nella sua vita, e da questo comportamento prendo le distanze, ma resta sempre mio padre” ha scritto Di Maio su Facebook. Ma l’imbarazzo resta.

(Duccio Fumero)

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