Tra disegno e scultura, da Gagosian le ceramiche di Shio Kusaka

Roma (askanews) - Linee essenziali, che definiscono forme classiche, ripensate però in un contesto contemporaneo, attente alla storia dell'arte e al luogo in cui sono ospitate. Le ceramiche di Shio Kusaka arrivano nello spazio romano di Gagosian per una mostra personale che ha un tenore intimo e una eleganza indiscutibile.

Pepi Marchetti Franchi, direttrice della galleria: "Shio Kusaka - ha detto ad askanews - è un'artista giapponese che vive a Los Angeles ed è decisamente meno conosciuta rispetto a quelli che sono gli artisti che spesso presentiamo qui in galleria. E' una delle voci più giovani ed emergenti nella nostra scuderia, ma è una voce che si sta già facendo una strada molto interessante".

Una strada che unisce astrazione e figura, sistematicità e intuizione e che a un certo punto finisce con lo specchiarsi anche al di fuori degli spazi della galleria.

"Quello che mi ha sorpresa - ci ha detto Shio Kusaka - sono stati i colori: li ho scelti per questa mostra prima di allestirla. Ma quando poi sono arrivata qui ho visto colori di questo tipo ovunque in città, questi giallo e rosa pallido erano i colori degli edifici. Questo mi ha sorpreso ed è stato molto bello".

Decisivo poi, e molto d'effetto, il rapporto che si crea tra i lavori dell'artista e la sala principale della galleria Gagosian.

"Sia nel disegnare il piedistallo, sia tutta l'installazione - ha aggiunto Pepi Marchetti Franchi - ha voluto proprio dialogare con il nostro spazio, che è uno spazio molto particolare, uno spazio ovale, con un riferimento anche classico, per esempio all'architettura di Borromini, qualcosa che i nostri artisti sentono sempre molto forte".

"Amo questa stanza ovale - le ha fatto eco Shio - davvero contiene tutto e poi riesce a metterlo in evidenza e io volevo mettere in evidenza le linee, sia sui vasi sia sul piedistallo".

A colpire è anche la fusione tra i processi del disegno e della scultura, che culminano nella naturalezza di oggetti artistici che sembrano, al tempo stesso, ritrovamenti archeologici e manufatti provenienti dal futuro.