"Tra due settimane avremo 100 morti al giorno"

Giulia Belardelli
·Giornalista, HuffPost
·1 minuto per la lettura
El médico Giovanni Passeri, arriba a la izquierda, con su asistente, la doctora Mariaconcetta Terracina, muestra una nota a Mario, un paciente de 82 años, indicando la última información sobre su estado durante una visita rutinaria en el turno de noche, en la unidad de COVID-19 del hospital Maggiore de Parma, en el norte de Italia. Mario estaba recibiendo respiración asistida y solo podía comunicarse por escrito, porque el sonido del oxígeno le impedía oír la voz de los médicos. El estado de Mario había empeorado desde que fue hospitalizado el 28 de marzo. Murió la noche del 14 de abril. (AP Foto/Domenico Stinellis) (Photo: ASSOCIATED PRESS)
El médico Giovanni Passeri, arriba a la izquierda, con su asistente, la doctora Mariaconcetta Terracina, muestra una nota a Mario, un paciente de 82 años, indicando la última información sobre su estado durante una visita rutinaria en el turno de noche, en la unidad de COVID-19 del hospital Maggiore de Parma, en el norte de Italia. Mario estaba recibiendo respiración asistida y solo podía comunicarse por escrito, porque el sonido del oxígeno le impedía oír la voz de los médicos. El estado de Mario había empeorado desde que fue hospitalizado el 28 de marzo. Murió la noche del 14 de abril. (AP Foto/Domenico Stinellis) (Photo: ASSOCIATED PRESS)

Tra un paio di settimane la curva dei morti salirà a un centinaio al giorno. È l’amara considerazione di Patrizio Pezzotti, l’epidemiologo dell’Iss che cura il rapporto mensile sulla mortalità da Covid, che alla Stampa dice:

“Tra la comparsa dei sintomi e il decesso trascorrono mediamente due settimane, perciò le oltre 40 vittime che contiamo oggi sono quelle che si sono ammalate quando avevamo poco più di 1600 contagi al giorno. Ora, con quasi seimila contagi in un giorno e con il nostro tasso di letalità, la curva dei decessi tra un paio di settimane è destinata a sfiorare le tre cifre”.

Preoccupa l’andamento dei contagi negli altri Paesi Ue. “Se dovessimo assistere a un aumento esponenziale dei casi come sta accadendo in altri Paesi europei, il nostro sistema ospedaliero può tenere altri due mesi al massimo”, mette in guardia Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaao, il più rappresentativo sindacato dei camici bianchi ospedalieri.

Come osserva il virologo Andrea Crisanti, inoltre, “noi rischiamo di avere una mortalità più alta, perché se nel nord Europa gli anziani vivono per conto proprio, in Italia restano spesso in famiglia. Dove però avviene oltre il 70% dei contagi”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.