Tra espulsioni e addii, la nuova mappa del M5s

Paolo Molinari

Con l'espulsione di Gianluigi Paragone, il Movimento 5 Stelle vede completarsi una piccola scissione: quella dei parlamentari anti Mes. Oltre Paragone, infatti, avevano lasciato per propria scelta i senatori Ugo Grassi, Stefano Lucidi e Francesco Urraro, tutti e tre passati alla Lega. "Ma non saranno certo gli unici", fanno sapere fonti parlamentari del M5s critiche rispetto alla linea di Luigi Di Maio. Orientarsi nel vasto e composito universo pentastellato è oggi quanto mai difficile. Ormai le anime sono tante da suggerire, anche a chi non è vicino ai dem, un parallelo con quanto visto nel Partito Democratico durante la crisi della segreteria Renzi.

C'è sicuramente Di Maio, che gode ancora del favore della maggioranza dei parlamentari e che ha espresso esponenti a lui vicini nei ruoli chiave del governo e delle nuove strutture del Movimento, i sei facilitatori organizzativi e i dodici referenti per temi. Una segreteria con i rispettivi dipartimenti, per utilizzare termini da partiti tradizionali, invisi ai Cinque Stelle. Punti di riferimento sono anche Roberto Fico e Alessandro Di Battista, certo, ma accanto a questi si vanno delineando profili nuovi, spesso a capo di gruppi di tra o quattro eletti.

Di Davide Casaleggio si è detto che sostiene, al momento, la linea Di Maio. In virtù del ruolo, tuttavia, si può individuare una ristretta cerchia che fa capo proprio al patron di Rousseau. Ne fanno parte due dei 6 facilitatori: Enrica Sabatini al coordinamento e affari interni e Barbara Floridia alla formazione e al personale.

Sempre più ridotta è la truppa guidata da Alessandro Di Battista. Alcuni degli eletti che a lui facevano riferimento (vedi Paragone) sono migrati nella Lega e anche lo stesso Di Battista, stando ai rumors di palazzo, sembra guardare al partito di Salvini come a un interlocutore privilegiato. Ma tra gli altri esponenti vicini a Di Battista figurano i nomi dei facilitatori Ignazio Corrao e Paola Taverna.

L'ex ministra Barbara Lezzi si è messa, invece, a capo di un considerevole gruppo di parlamentari, circa 11, che condividono la battaglia contro Arcelor Mittal e si sono detti fin dal primo minuti contrari a qualsiasi concessione di scudo penale all'azienda. Infine c'è Giampiero Trizzino, referente per l'ambiente, che si sta facendo notare all'interno del Movimento come perno attorno al quale raccogliere i cosiddetti Responsabili.

Il quadro è completato dal pianeta Identità M5s: un pianeta al momento piccolo, ma abitato da esponenti con grande peso specifico come Nicola Morra, Carla Ruocco e Piera Aiello, fra gli altri. Un pianeta che critica apertamente le scelte compiute negli ultimi anni da Luigi Di Maio. Il leader, dal canto suo, va avanti consapevole che alternative, per il momento, non ce ne sono.