Tra Inps e Fornero è guerra sugli esodati, per ora restano 65mila

Roma, 11 giu. (LaPresse) - Bufera dagli esiti imprevedibili tra l'Inps e il ministro del Lavoro. Al centro di tutto un documento riservato dell'istituto di previdenza che fa schizzare da 65mila a 390mila il numero degli esodati, o come è meglio dire i 'salvaguardati'. Un problema grave che ha riacceso le polveri dell'opposizione ma anche di esponenti della maggioranza che sostiene Monti e la Fornero, soprattutto in vista dell'ultimo sì alla riforma del lavoro, che deve ancora passare al Senato un'ultima volta.

Sindacati, Di Pietro e anche Pd-Pdl hanno subito chiesto di fare chiarezza. Ci ha provato l'Inps ha disinnescare il caso: "Il numero degli esodati interessati dalla riforma delle pensioni restano 65mila, come comunicato al Governo" ha spiegato un portavoce. Molto più scettica la Camusso: "L'uscita di questi numeri è molto utile perché conferma che il decreto sui 65mila (esodati, ndr) non va bene e non è realistico". La Camusso ha poi aggiunto che per gli esodati "bisogna trovare una norma che dia risposte a tutti, individuando criteri che risolvono i problemi".

In serata la patata bollente passa direttamente al ministro Fornero che convoca d'urgenza presso la sede del dicastero il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, insieme al direttore generale, Mauro Nori. Al termine nessun commento, ma una nota assai piccata che la Fornero distribuisce brevi manu ai cronisti assiepati sotto il minsitero. "Il ministro Fornero ha manifestato ai vertici dell'Inps la propria disapprovazione e deplorato la parziale e non ufficiale diffusione di informazioni che hanno provocato disagio sociale" spiega la nota. Alla luce di quanto emerso nell'incontro, il ministro ribadisce la correttezza di quanto contenuto nel decreto, ovvero la cifra di 65mila 'salvaguardati' che, sulla base delle risorse finanziarie già stanziate, definisce il loro numero in 65mila persone.

Il Governo, come scritto nel comunicato stampa congiunto Lavoro-Economia del 5 giugno, "è peraltro consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti - non prima del 2014 -, a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali". Il Governo conferma "l'impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili". Assai probabile però che il caso resti nell'agenda del Governo, e pesi nelle prossime decisive votazioni, a cominciare dal decreto Corruzione su cui la Guardasigilli Severino ha voluto che si mettesse la fiducia.

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