Tra Iran e Australia c'è stato uno scambio di prigioneri?

brahim maarad

Nel giro di poche ore l'Iran ha liberato due blogger australiani, arrestati nei mesi scorsi con l'accusa di spionaggio, e l'Australia ha scarcerato e rimpatriato un ricercatore iraniano accusato di aver acquistato strumenti militari per Teheran. Non è ufficialmente uno scambio di prigionieri ma la tempistica lascia poco spazio all'interpretazione.

La blogger Jolie King e il suo fidanzato Mark Firkin, arrestati a metà anno per aver presumibilmente pilotato un drone senza i permessi richiesti dalla Repubblica islamica (secondo Teheran filmavano basi militari), sono stati rilasciati e hanno già incontrato i loro familiari in "buone condizioni di salute e buon umore".

A ufficializzare la notizia del rilascio è stata la ministra degli Esteri australiana, Marise Payne. "Sebbene gli ultimi mesi siano stati molto difficili per noi, ma sapevamo che era complicato anche per coloro che si prendevano cura di noi dalla nostra patria", ha affermato la coppia in una dichiarazione rilasciata dal ministero degli Esteri.

Firkin e King, che ha anche passaporto britannico, hanno espresso gratitudine per gli sforzi diplomatici che hanno portato al loro rilascio. "Sappiamo che altri rimangono detenuti in Iran, incluso un connazionale australiano, e pensiamo che un'intensa copertura mediatica potrebbe essere contraria agli sforzi per riportarla a casa", ha concluso la coppia che non vuole commentare ulteriormente la vicenda.

"Il governo ha lavorato molto duramente attraverso i canali diplomatici per garantire la loro liberazione e per garantire che fossero trattati in modo appropriato durante la detenzione", ha dichiarato la ministra Payne. "Lo abbiamo fatto con discrezione e sottolineo che ogni caso di australiani detenuti all'estero purtroppo e' diverso e richiede una risposta specifica e particolare", ha aggiunto. Payne aveva sollevato il caso con il governo iraniano durante un recente vertice e aveva avuto colloqui faccia a faccia con l'omologo iraniano, Javad Zarif. Altri negoziati sono in corso per il caso dell'accademica Kylie Moore-Gilbert ancora in carcere a Teheran con l'accusa di spionaggio.

Poche ore dopo il rilascio della coppia, è stata diffusa la notizia della scarcerazione di un ricercatore iraniano, detenuto in Australia per 13 mesi e accusato di aver eluso le sanzioni statunitensi sull'Iran. Reza Dehbashi, studente di dottorato all'Università del Queensland vicino a Brisbane, era stato arrestato in Australia per "aver tentato di acquistare e trasferire in Iran attraverso Dubai attrezzature militari statunitensi all'avanguardia", ha reso noto la tv di stato iraniana.

"La giustizia australiana aveva tentato di estradare il signor Dehbashi in America, ma alla fine e' stato rilasciato e rimandato in patria", ha spiegato una fonte. I media iraniani hanno trasmesso anche le immagini dell'arrivo di Dehbashi all'aeroporto internazionale di Teheran. Viene mostrato mentre abbraccia una donna che piange, apparentemente un membro della sua famiglia. Secondo Teheran, Dehbashi stava lavorando a uno "strumento di rilevazione del cancro della pelle" al momento del suo arresto e ha respinto le accuse contro di lui giudicandole "incomprensioni" e "un'ingiustizia".