Tra paesaggi e archeologia, il Parco del Cilento piace ai social

Nico Casale
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AGI – Più che un luogo, è un'esperienza quasi unica. Mare, cultura, tradizioni, storia, paesaggi, benessere, sport e natura. Il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni accoglie ogni esigenza di relax. Gli oltre 180mila ettari di area protetta a Sud di Salerno abbracciano ottanta comuni rappresentano la patria delle biodiversità che diventa valore aggiunto con l'incanto del paesaggio.

La classifica

Finanche i dialetti possono variare da comune a comune, specie quando si tratta di piccole realtà di 2mila o 3mila abitanti. Ed è, forse, anche questo a donare al Pncvda, come denominato in abbreviato, un appeal suggestivo e mai scontato. Che si traduce in feedback positivi sulla rete. Tanto da entrare, in decima posizione, nella ‘Travellers' Choice 2021', classifica di Tripadvisor dedicata ai parchi più apprezzati d'Europa. Unico parco d'Italia presente.

Patrimonio Unesco

“Una graduatoria determinata solo dalle recensioni degli utenti, perciò la soddisfazione è doppia”, dice all'AGI il presidente, Tommaso Pellegrino. "E' anche un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, oltre alla bellezza indiscutibile del territorio”. Patrimonio Unesco e culla della Dieta mediterranea, il Parco custodisce siti archeologici del calibro di Paestum e Velia e un complesso monumentale sontuoso del '700 quale la certosa di San Lorenzo a Padula. Tra gli ulivi, si scorge il mare blu, cristallino e pluripremiato ogni anno da diverse Bandiere blu. Al di qua, invece, le alture con in testa il monte Cervati, tra i più alti in Campania. Mete apprezzate dagli utenti del portale web leader delle recensioni, le grotte marine di Capo Palinuro, Baia Infreschi a Camerota, la spiaggia marina di Ascea, il castello Macchiaroli di Teggiano, tanto per citarne qualcuna.

Paesaggi

“In ogni comune del Parco - precisa Pellegrino - c'è una caratteristica che è diversa da quella del comune vicino, ma che ha un grande valore culturale e ambientale”. E, poi, le rocce, le spiagge, i torrenti, i sentieri, i boschi di castagni e lecci, i paesi aggrappati alle rocce o adagiati sulle rive, un'alta concentrazione di orchidee selvatiche, i panorami mozzafiato di Ciolandrea a San Giovanni a Piro o di Castellabate che guarda all'isolotto di Licosa.

OLio e Dieta Mediterranea

“Non finirò mai di dire che viviamo in uno dei territori più belli del mondo”, rimarca Pellegrino, pensando alle opportunità lavorative che posti del genere sono in grado di offrire attraverso il turismo e la valorizzazione delle eccellenze, tra cui il “capitano della Dieta mediterranea”, l'olio extravergine d'oliva ricco di antiossidanti. “Centocinquanta aziende – spiega - hanno aderito al marchio Parco e più di cinquanta ristoratori hanno aderito all'operazione della rete del gusto e Dieta mediterranea”.

Per il tempo libero, c'è il Cilento in Volo a Trentinara, una zipline ultra-panoramica. Intanto, “stiamo lavorando per realizzare la rete di bike sharing più grande d'Europa – anticipa  - con 35 stazioni in altrettanti comuni che consentirà di visitare il Parco con una mobilità sostenibile”.

Dal suo ufficio, il direttore del Parco archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel, racconta all'AGI come assista, ogni sera, a un suggestivo tramonto diverso. “Senza la tutela del paesaggio e dei borghi del Parco - dice - Paestum e Velia non sarebbero quello che sono. Cioè dei siti che raccontano una storia all'interno dell'area visitabile, ma che sono anche parte di un paesaggio culturale”. Ai templi di Paestum, al crinale di Velia e al santuario di Hera a Foce Sele, archeologia e paesaggio sono inseparabili.

“Siamo parte di un unico grande patrimonio Unesco – ragiona Zuchtriegel - e Paestum e Velia, per artisti e scrittori che hanno visitato questi siti e tratto ispirazione, hanno sempre vissuto questa realtà come tutt'una con il paesaggio”. Il suo pensiero va “a Piranesi che viene a Paestum e disegna i templi con il paesaggio dei pastori dentro e fuori, a Ungaretti che viene nel Cilento e parla degli ulivi, del vento che gioca con le foglie”.

Per il direttore del sito archeologico la fase post-Covid “sarà per il Cilento un treno assolutamente da non perdere perché quello di cui le persone hanno bisogno e cercano noi lo possiamo offrire, ovvero un turismo lento, non di massa, cultura, natura, tradizioni, borghi, ospitalità diffusa, tradizione viva, archeologia”. “Tutto il territorio è pronto, ma possiamo ancora migliorare”, dice Zuchtriegel.

Nel frattempo, molto è stato fatto e i risultati sono tangibili. L'estate scorsa, l'area archeologica di Velia, un tempo Elea e prima ancora Hyele dal nome di una sorgente, ha fatto segnare un più 120% di visitatori ad agosto rispetto all'anno precedente. “Abbiamo visto tante persone da Milano, Roma, Firenze che hanno scoperto un po' questo territorio, conclude l'archeologo”. E che, poi, avranno lasciato una valutazione da cinque stelle su Tripadvisor.