Tra Pd e M5s possibile un accordo alla tedesca, dice Graziano Delrio

"Salvini ha fatto errore clamoroso, un autogol e ora è terrorizzato dall'idea di un accordo tra noi e il Movimento 5 stelle". Così Graziano Delrio, capogruppo del Pd alla Camera, legge la situazione attuale e le ultime mosse del ministro dell'Interno a Circo Massimo, su Radio Capital. "Salvini ha sicuramente azzeccato una mossa, ha capito che l'Italia ha bisogno di un altro governo - dice con un filo di sarcasmo Delrio - perché questo ha portato zero crescita, zero investimenti, cassa integrazione, non è stato un anno bellissimo come ci aveva preannunciato Conte, è stato un anno buttato via anche in termini di credibilità. Per il resto credo che la gestione della crisi, da parte del Ministro dell'Interno, sia stata un autogol per ciò che si è visto fino a oggi e se Salvini ci ripenserà e tornerà indietro sarà il suo suicidio politico".

Quanto al dialogo Pd-M5s, Delrio assicura di essere sempre stato "aperto al dialogo con i Cinquestelle, non ero di quelli che dicevano 'mai'. Ciò che serve però è un accordo alla tedesca, come Cdu e Spd, una cosa scritta. Ci si mette a sedere, si tratta, si analizza ogni punto per il bene del paese, convocando le menti migliori, per dare un'impronta diversa. Questo paese finora è stato ossessionato da argomenti che non hanno portato bene, come l'immigrazione. Mi fa piacere che Conte ne abbia preso atto", ma anche il lavoro, abbassare il cuneo fiscale, il tema del salario minimo. Oltre al salario minimo l'altro punto di dialettico sarà il reddito di cittadinanza, sul quale Delrio vede "luci e ombre".

"Noi lo abbiamo criticato per un verso ma sostenuto per un altro - spiega l'ex Ministro - perché come sviluppo del reddito di inclusione era giusto. Poi hanno messo anche le politiche attive del lavoro che però non entrano in vigore, hanno creato confusione e tolto efficienza alle misure contro povertà. Non abbiamo mai fatto battaglia frontale contro il Reddito ma la misura così concepita anziché avviare al lavoro lo scoraggia".

Delrio poi pone delle condizioni per aver un dialogo proficuo con il Movimento. "Dobbiamo essere seri e non fare sconti, reciprocamente, avere chiara l'idea di cosa serve al paese, sennò si fallisce come i gialloverdi. Mettersi a sedere - aggiunge - non significa che l'esito sia scontato, anche se Salvini e' terrorizzato all'idea". A proposito dei prossimi passaggi parlamentari ed istituzionali il capogruppo del Pd ricorda che "Mattarella detta i tempi, non Salvini. Il leghista è stato arrogante e ha sbattuto contro il muro mentre i Cinque stelle hanno difeso le istituzioni. Noi a Mattarella parleremo di lavoro e svolta verde per l'emergenza ambientale. È un lavoro duro, serio, e non è detto che non permetta, questo percorso, di chiarire punti di convergenza con il Movimento finora offuscati".

Quando gli si chiede se al Capo dello Stato la delegazione del Pd spiegherò che sta trattando con il Movimento Delrio risponde che a Mattarella "verrà presentata la sintesi della direzione del 21 agosto. Il segretario farà questa sintesi e io sono fiducioso. Dovremo convincere i nostri elettori che non stiamo facendo un gioco di palazzo. Sappiamo che ci sono rischi, ma in politica e nella vita non ci sono opzioni totalmente prive di rischi. Il Pd - aggiunge ancora Delrio - mai come in questa occasione si dimostrerà compatto. La più grande qualità di Zingaretti è fare sintesi".

Quando gli si fa notare però che c'è sempre l'ipotesi di scissione dei renziani che incombe Delrio risponde che secondo lui "ci sarà, spero, la capacità e l'intelligenza da parte di tutti di capire che le proprie idee non possono valere più del bene del Paese. Salvini sta commettendo errore clamoroso perché dimostra che per lui il tornaconto di un partito e personale valgono più della stabilità del Paese. Noi non dobbiamo fare lo stesso errore".