Tra programma e 'paletti', Draghi al giro di boa

Bruno Alberti
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AGI - Parte oggi il secondo giro di consultazioni e intorno a Mario Draghi si moltiplicano i segnali dei partiti nella ricerca di formula e programma per fare partire il governo. Un cammino serrato e tuttavia non privo di tatticismi che potrebbero avere un impatto inaspettato. Dopo le questioni che nella ex maggioranza innesca la presenza della Lega in quella in costruzione, è della serata di ieri, per esempio, l'invito rivolto da Giuseppe Conte a M5s a distinguere tra alleati "leali" e chi "ha voltato le spalle" e ora "prova a lucrare" sulla situazione per "trarne vantaggio".

Collegato in streaming con l'assemblea dei parlamentari 5 stelle il presidente del Consiglio uscente ha tratteggiato "condizioni", dei paletti in sostanza, che potrebbero rendere più difficile il gioco delle alleanze. Anche se Conte, che ha confermato di non voler entrare nel governo, spinge un M5s tormentato - e in procinto di 'contarsi' su Rousseau - a stare in partita.

Da oggi si comincia a entrare nel vivo del programma, mentre resta il rebus sulla squadra. Questo, intanto il programma delle consultazioni: alle 15 il gruppo Misto della Camera e le Minoranze linguistiche, a seguire i deputati Maie-Psi poi Azione e Piu' Europa-Radicali italiani. Alle 16,30 Draghi vedrà Noi con l'Italia e Cambiamo, alle 17 Centro democratico-Italiani in Europa, alle 17,30 i senatori delle Autonomie (Svp, Patt, Uv). Domani le consultazioni inizieranno alle 11, con il neonato gruppo di Palazzo Madama di Europeisti-Maie-Centro democratico, dalle 11,45 Liberi e uguali e alle 12,30 Italia viva. Alle 13,15 Fratelli d'Italia. Il Pd è atteso alle 15, dalle 15,45 FI e Udc e alle 16,30 la Lega, con M5s alle 17,15.

Al termine dei colloqui potrebbe svolgersi un 'round' con le parti sociali poi il presidente incaricato potrebbe salire al Colle per riferire a Sergio Mattarella l'esito dei suoi colloqui: se fosse confermato un sostegno ampio, Draghi potrebbe sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri poco dopo. Stando a quanto riferito dai partiti al termine del primo giro di consultazioni, in cima alle preoccupazioni del premier incaricato c'è il tema dell'emergenza sanitaria e della revisione del piano vaccinale, oltre al nodo del blocco dei licenziamenti.

Sul fronte della squadra, M5s e Lega chiedono una formula politica, pur con differenziazioni di accenti. Nel totoministri, rito cui neanche questo governo può sottrarsi, restano in auge la giurista Marta Cartabia, gli economisti Lucrezia Reichlin, Fabio Panetta, Carlo Cottarelli, Dario Scannapieco e Vittorio Colao, mentre sono pochi i nomi di politici che circolano. Uno di quelli di maggior spicco, per il grado di coinvolgimento della Lega, è quello del vicesegretario Giancarlo Giorgetti, mentre per M5s si parla di Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, per il Pd di Lorenzo Guerini e Dario Franceschini e per FI di Tajani e Carfagna.