Tra Rocky e Malaussene, le metafore di Letta

VALERIE MACON / AFP

AGI - "Come sono gli occhi di tigre? Io, in questo momento, ho gli occhi di tigre". Determinato ma pacato, Enrico Letta non si sottrae al pungolo di Lucia Annunziata che a Rai3 gli domanda cosa intenda quando il segretario Pd torna a ripetere, a Mezz'Ora in Più, che in campagna elettorale vuole "candidati con gli occhi di tigre".

Una citazione ormai abituale che arriva dalla terza puntata della saga cinematografica di Rocky, dove è Apollo Creed, prima antagonista e poi allenatore del pugile interpretato da Sylvester Stallone, a motivarlo in un momento di crisi dicendo: "La verità è che tu non eri arrabbiato. Quando combattevamo noi due tu avevi gli occhi di una tigre, eri feroce, e devi farteli tornare quegli occhi".

Un'altra citazione del segretario Pd arriva invece dai libri di Daniel Pennac: quando Letta accusa il centrodestra di "malaussenismo" fa infatti riferimento al Benjamin Malaussene creato dalla penna dello scrittore francese la cui professione è, appunto, quella di 'capro espiatorio'.

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