Tra Stati in bilico e ricorsi, cosa succede ora

Nuccia Bianchini
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AGI - Nessun vincitore e scenari molto aperti, anche per le possibili code giudiziarie: l'Election Day delle presidenziali Usa ha lasciato molti punti interrogativi che potrebbero essere sciolti solo tra alcuni giorni, se non settimane. Diversi Stati sono ancora in bilico e, sia il presidente Donald Trump che il suo sfidante democratico Joe Biden, dicono che sono sulla buona strada per la vittoria. Di seguito gli elementi di incertezza e i possibili scenari:

Al momento, in vista del bottino finale, dei 270 voti del collegio elettorale necessari per vincere la Casa Bianca, Biden dovrebbe averne 224, Trump 213. I nove Stati di cui non è ancora chiaro il risultato sono:

  • Alaska

  • Arizona

  • Georgia

  • Michigan

  • Maine

  • Nevada

  • Carolina del Nord

  • Pennsylvania

  • Wisconsin

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E' probabile che il risultato di queste elezioni sia ora determinato da decine di milioni di schede postali ancora da conteggiare.

I tre Stati cruciali che determinarono l'esito delle elezioni nel 2016 rimangono ancora da assegnare con centinaia di migliaia (e in alcuni casi, milioni) di schede da contare. La Pennsylvania e il Michigan prevedono di annunciare i risultati entro venerdì. In Wisconsin, dove Biden ha un leggero vantaggio, il risultato è atteso a breve. Anche la Georgia, il Nevada e la Carolina del Nord rimangono 'too close to call' e potrebbero impiegare giorni per completare i conteggi.

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Il ricorso

Il ricorso senza precedenti al voto anticipato (oltre 100 milioni di schede), in gran parte effettuato per posta, a causa della pandemia e dei timori di contagi ai seggi, potrebbe innescare una complicata battaglia legale. Parlando dalla Casa Bianca in tarda serata, Trump ha assicurato di avere già vinto e ha minacciato di ricorrere alla Corte Suprema prima ancora che il conteggio sia completato: ritiene infatti inaccettabile che il risultato definitivo arrivi alcuni giorni dopo il voto per effetto dei ritardi nello spoglio delle schede giunte per posta.

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La Corte Suprema

La Corte suprema, che Trump ha riempito di giudici conservatori, è l'ultima corte d'appello negli Stati Uniti e ha la facoltà di decidere quali casi esaminare, in gran parte in relazione alle impugnazioni nei tribunali inferiori. Molte battaglie dunque si svolgeranno inizialmente presso i tribunali a livello statale, negli Stati più contestati a cominciare dalla Pennsylvania. Cio' che ha reso la situazione un campo minato è il fatto che la pandemia da coronavirus ha portato gli Stati a cercare modi per rendere il voto più sicuro, ma proprio contro queste modalità si sono appellati i repubblicani; e la strategia di Trump è sostenere che qualsiasi misura per rendere il voto più facile e sicuro è incostituzionale e suscettibile di frode. Non solo: molte delle misure per garantire che votare fosse facile sono state prese da funzionari statali, i governatori, piuttosto che dai Parlamenti statali, aprendo la strada, dicono i repubblicani, a illegittimità costituzionali.

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Il caso Pennsylvania

In Pennsylvania la questione è già aperta: gruppi conservatori hanno presentato denunce perchè non vengano conteggiati i voti per posta in ritardo, e due sentenze sono attese già oggi. Tra l'altro, la Pennsylvania è già nel radar della Corte suprema federale: i repubblicani hanno fatto ricorso contro una decisione della Corte suprema locale che ordinava di accettare schede elettorali per posta che arrivano fino a tre giorni dopo le elezioni. Prima del voto, la Corte suprema degli Stati Uniti ha rinviato la decisione su questo ricorso, ma si è pronunciata in un caso simile, schierandosi con i repubblicani: ha stabilito che il Wisconsin non poteva conteggiare le schede elettorali arrivate in ritardo nello Stato. Il giudice, John Roberts, ha già chiarito che la Corte non considera uguali le situazioni in Pennsylvania e Wisconsin; e comunque la decisione è stata presa prima che nella Corte arrivasse Amy Coney Barrett, la cui presenza dà ai conservatori una maggioranza di sei voti a tre.

La Florida

Su tutto aleggia lo spettro Florida alle presidenziali del 2000: 35 giorni caotici, di contestazioni legali e riconteggi manuali. Alla fine la vittoria fu assegnata dalla Corte suprema a George W. Bush che sconfisse lo sfidante democratico Al Gore; ma il risultato si conobbe solo il 13 dicembre.