"Tradita la lotta per l'acqua pubblica". I movimenti riconsegnano la "prima stella" a Beppe Grillo

stella (Photo: HP)

Sarà una stella malconcia e trascurata quella che una delegazione del Forum nazionale dei movimenti dell’acqua restituirà domattina a  Beppe Grillo, fondatore del Movimento Cinque Stelle, proprio a casa sua, a Sant’Ilario, sulle alture genovesi. “È la prima delle cinque stelle del Movimento, la stella dell’acqua pubblica, quella che era considerata una battaglia imprescindibile - così Roberto Melone, rappresentante dei comitati liguri che, insieme ad altri attivisti, riporterà materialmente a Grillo il simbolo - Una battaglia che, invece, non c’è mai stata: nonostante la volontà popolare si fosse espressa chiaramente nel 2011 con il referendum sull’acqua pubblica. Ebbene, il tema non è mai stato sul tavolo delle trattative di colazione, per il Movimento, che ha governato con il centro destra e ora governa con il centro sinistra. La  nostra restituzione vuole essere un atto “forte” verso la forza politica che ci ha deluso di più, perché aveva promesso di raccogliere il testimone della nostra battaglia. L’acqua pubblica, tuttavia, è stata ignorata dalla politica per intero. E nostro obbiettivo è riportarla a centro del dibattito pubblico”.  Il Forum dei movimenti per l’acqua è nato nel 2006 raccogliendo centinaia di comitati sparsi sul territorio italiano che si occupavano di acqua e beni comuni.  Con una campagna di raccolta firme ottenne, nel 2011,  il quesito referendario che il 12 e 13 giugno 2011 chiese agli italiani di esprimersi in merito al bene dell’acqua pubblica. 

Un referendum abrogativo, come del resto gli altri quesiti ( nucleare, legittimo impedimento) che domandava se annullare o meno “l’adeguata remunerazione del capitale investito” rispetto alla tariffa dei servizi idrici. Il risultato furono più di ventisei milioni di italiani che espressero la volontà di preservare l’acqua come “bene pubblico” fuori dalle logiche di profitto e guadagno. 

“Nonostante un’espressione popolare così chiara- dice Paolo Carsetti, rappresentante del Forum italiano dei movimenti per l’acqua- non si è mai giunti ad una legge e la discussione è tuttora ferma nella Commissione ambiente della Camera, sommersa da emendamenti, tra l’ignavia della politica in tutti questi anni. Non solo: abbiamo dovuto difenderci e difendere il risultato di quel referendum. Per esempio, da quegli studi, promossi dall’associazione dei gestori dei servizi idrici,  che indicavano un costo troppo elevato per le casse pubbliche per il passaggio all’acqua pubblica : parlavano di oltre 20 miliardi di euro, cifre, a nostro avviso, falsate e folli. Noi abbiamo presentato, invece, uno studio, mai smentito nel merito, in cui si evince che i costi reali non andrebbero oltre i 2/2,5 miliardi spalmati negli anni. Anche le coperture ci sarebbero: si potrebbero ricavare dal piano di investimento di Cassa depositi e prestiti per le infrastrutture idriche. È chiaro che questi studi sono stati diffusi per dissuadere i decisori politici. Ecco perché ci rivolgiamo a tutte le forze politiche e, in particolare a Pd e Movimento cinque stelle, che ora governano. Vorremmo dal Movimento la stessa determinazione per l’acqua pubblica avuta per il tema del reddito di cittadinanza. Speriamo che il suo fondatore si ricordi della sua prima stella, che gli ridaremo domani”. 

Anche la Corte costituzionale si è espressa sul rapporto tra gli esiti del referendum ed eventuali decreti legge o disposizioni territoriali sulla materia idrica. Il decreto legge 138/2011 ( governo Berlusconi, poi convertito in legge 148/2011) aveva, ad esempio, con l’articolo 4, parzialmente riproposto le disposizioni dell’articolo 23, abrogato dal referendum. Al ricorso presentato da sei Regioni italiane, la Consulta ha dichiarato incostituzionale la disciplina della nuova legge, perché in contrasto con la volontà referendaria nella quale “si persegue chiaramente la finalità di rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”. 

Diverse sono le iniziative del Forum in questi giorni: questa mattina flash mob a Roma davanti alla sede del Pd, domani la consegna della stella a Beppe Grillo e un’assemblea nel pomeriggio a Genova, martedì 17 marzo ( per la Giornata mondiale dell’acqua) altra iniziativa nella Sala Isma del Senato della repubblica a partire delle dieci del mattino. 

Padre Alex Zanotelli, missionario e ispiratore dei movimenti per l’acqua pubblica, non ha dubbi sulla vicenda: “ Si parla tanto di sovranità, di popolo. Ma dal 2011, ben sette governi e sette parlamenti non hanno saputo tradurre in legge una schiacciante volontà popolare che si è espressa sull’acqua pubblica. Il più grave per noi è il Movimento cinque stelle che aveva abbracciato la nostra lotta;  ma la politica “tutta” ci ha tradito. La mia idea  è che la politica non obbedisce alla gente e al popolo ma a poteri e a equilibri finanziari. Nel futuro sarà l’acqua il nuovo petrolio. E, questo la politica che è asservita a quei meccanismi, lo ha capito bene”. 

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